Lambrusco contro Prosecco: la partita persa del marketing


Lambrusco contro Prosecco: la partita persa del marketing

Terzo di quattro articoli sulla crisi del modello Lambrusco. Due vini frizzanti, due strategie opposte: perché il Prosecco ha conquistato il mondo mentre il Lambrusco restava fermo.
 

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Se c’è un paragone che illumina impietosamente i limiti strategici del sistema Lambrusco, è quello con il Prosecco. I due vini condividono diverse caratteristiche: sono entrambi frizzanti (o spumanti), prodotti con metodo Charmat, fortemente radicati nel territorio, con una vocazione popolare e prezzi accessibili. Eppure le loro traiettorie si sono divaricate in modo drammatico negli ultimi quindici anni.

GDO Italia 2025 — vendite a volume
Denominazione Provenienza Volume venduto Variazione
Prosecco Veneto e Friuli Venezia Giulia 53 milioni di litri +2,6%
Lambrusco Emilia-Romagna, Lombardia 28 milioni di litri −7,2%
Fonte: Circana / Vinitaly 2026

Il Prosecco vende quasi il doppio del Lambrusco nella grande distribuzione italiana ed è in crescita, mentre il Lambrusco perde terreno. Ma il vero divario non è nei volumi: è nella percezione. Il Prosecco è diventato sinonimo globale di celebrazione, aperitivo, leggerezza contemporanea. Il Lambrusco resta ancorato allo stereotipo del vino da osteria, quando non peggio.

Sette fattori, due destini

Come è stato possibile? Le ragioni sono molteplici e intrecciate. Il confronto fattore per fattore rivela un divario che non è solo commerciale, ma di visione strategica.

Lambrusco vs Prosecco — confronto strategico
Fattore Lambrusco Prosecco
Governance consortile Consorzio unico solo dal 2021, nato dalla fusione di tre enti. Già in crisi nel 2025 con la scissione dei Custodi. Consorzio DOC dal 2009, con strategia unitaria e riconoscimento globale del brand. Sistema Prosecco lotta efficacemente la contraffazione.
Piramide qualitativa Frammentata: DOC, DOP, IGP, IGT coesistono senza gerarchia chiara per il consumatore. Troppi nomi, poca riconoscibilità. Chiara e comunicata: DOC (base), DOCG Conegliano Valdobbiadene (vertice), Asolo DOCG. Il consumatore capisce la scala di valore.
Narrazione Ancorata alla tradizione contadina e alla convivialità emiliana. Efficace localmente, debole sui mercati globali. Associata a lifestyle, aperitivo, socialità moderna. Campagne con influencer, storytelling territoriale integrato con le Colline UNESCO.
Struttura produttiva Dominata dalle cooperative (90% della produzione). Dipendenza dagli imbottigliatori esterni per la commercializzazione. Mix equilibrato di cooperative, grandi brand privati e piccoli produttori. Integrazione verticale più diffusa.
Posizionamento prezzo Schiacciato verso il basso. Bottiglie a meno di 5€ in GDO sono la norma. La competizione è sul prezzo, non sul valore. Più ampio: dalla bottiglia da 4€ in GDO al Cartizze DOCG a 25-30€. Il margine premium esiste e viene comunicato.
Riconoscimento UNESCO Nessun riconoscimento specifico per il paesaggio viticolo. Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene: Patrimonio dell’Umanità dal 2019.
Mercato USA L’eredità della “Red Cola” pesa ancora. I Lambruschi di qualità non raggiungono il mercato in volumi significativi. In fortissima crescita. Mionetto chiude il 2024 a 181 milioni di fatturato, con l’82% dall’export.

Una lezione di marketing di sistema

La lezione del Prosecco è, in fondo, una lezione di marketing di sistema. Il mondo prosecchista ha capito prima e meglio che un vino non si vende solo con la qualità in bottiglia, ma con la costruzione di un immaginario coerente, la protezione legale del brand, la creazione di una piramide qualitativa comprensibile e una comunicazione internazionale coordinata. Il Lambrusco, frammentato tra province, consorzi, denominazioni e soprattutto tra il mondo cooperativo e quello artigianale, non è mai riuscito a parlare con una voce sola.

E proprio su questa frattura tra mondo cooperativo e produttori artigianali si è consumata, nel marzo 2025, una rottura che potrebbe segnare il futuro del Lambrusco.

Continua: I Custodi del Lambrusco e le vie d’uscita dalla crisi



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