Libertà di stampa sotto pressione: Carpi dice basta


Libertà di stampa sotto pressione: Carpi dice basta

Un incontro che vale una riflessione

Mercoledì sera, all'Auditorium Loria di via Rodolfo Pio, i carpigiani avranno l'opportunità di affrontare una delle questioni più spinose del nostro tempo: la libertà di stampa in Italia. Il Collettivo Pastasciutta Antifascista - nome che già dice tutto sulla sua posizione - ha organizzato per le 20.30 del 21 gennaio un incontro dal titolo provocatorio ma necessario: "L'Italia è ancora un paese per giornalisti? Libertà di stampa: Quali garanzie".

I protagonisti del dibattito

Sul palco saliranno Daniela Preziosi, cronista politica del quotidiano "Domani" con alle spalle decenni di esperienza parlamentare al Manifesto, e Pier Paolo Pedriali, giornalista di Trc e presidente dell'Associazione stampa modenese. A condurre la serata sarà Serena Arbizzi, mentre Cinzia Sala introdurrà i lavori a nome del Collettivo. L'evento gode del patrocinio del Comune di Carpi, segno che anche le istituzioni locali riconoscono l'urgenza del tema.

I numeri che non mentono

Ed è proprio qui che i dati diventano impietosi. L'Italia è scivolata dal 46° al 49° posto nella classifica mondiale di Reporter Sans Frontières per il 2025 - il peggior risultato in Europa occidentale. Un declino che dovrebbe far riflettere, soprattutto quando si considera che siamo dietro a Germania (11° posto), Francia (25°) e Spagna (23°). Le ragioni? La Cgil, che sostiene l'iniziativa, non usa giri di parole: pressioni politiche eccessive, controllo governativo sui media pubblici, la legge Cartabia che limita la cronaca giudiziaria, e una serie di episodi inquietanti che vanno dalla sorveglianza con spyware sui giornalisti di Fanpage all'incendio dell'auto di Sigfrido Ranucci di Report.

Un governo sotto accusa

Il governo Meloni viene chiamato direttamente in causa per l'intensificazione del controllo sulla Rai attraverso nomine governative e tagli ai fondi. Una strategia che, secondo gli organizzatori dell'incontro, sta erodendo il pluralismo dell'informazione e alimentando l'autocensura tra i professionisti. Non è solo una questione italiana: gli osservatori internazionali guardano with preoccupazione ai ritardi nell'attuazione del Media Freedom Act dell'Unione Europea nel nostro Paese.

Una rete che resiste

Il Collettivo Pastasciutta Antifascista non è solo slogan: dietro il nome ironico si nasconde una rete solida che comprende Anpi, Arci, Cgil, Emergency, Libera e molte altre associazioni carpigiane. Un tessuto sociale che dimostra come la società civile locale non stia a guardare quando i diritti democratici vengono messi in discussione. L'incontro di mercoledì sera non sarà solo un momento di analisi, ma probabilmente anche di confronto su cosa si possa fare concretamente. Perché, come insegnava la storia, quando la libertà di stampa vacilla, è l'intera democrazia a tremare. Per chi vuole capire dove stiamo andando, l'appuntamento è fissato. E questa volta, forse, non sarà solo questione di pastasciutta.
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