Il "libro più bello del mondo" torna a casa dopo il trionfo romano


Il "libro più bello del mondo" torna a casa dopo il trionfo romano
Dopo aver incantato i visitatori romani durante il Giubileo 2025, la Bibbia di Borso d'Este fa il suo trionfale ritorno a Modena. Il prezioso manoscritto, definito la "Gioconda" dell'arte miniata, sarà protagonista di un evento straordinario che permetterà ai cittadini di ammirare dal vivo quello che molti considerano il capolavoro assoluto della miniatura rinascimentale italiana.

Un evento irripetibile nella Sala Campori

Le Gallerie Estensi hanno organizzato per sabato 7 febbraio 2026 un'apertura straordinaria della Sala Campori presso la Biblioteca Estense Universitaria. L'esposizione, intitolata "La Bibbia di Borso d'Este. Un capolavoro per il Giubileo", rappresenta un'occasione unica per vedere da vicino quest'opera che raramente lascia i suoi forzieri climatizzati. La mostra celebra idealmente la chiusura del cerchio iniziato con l'esposizione capitolina presso la Biblioteca del Senato a Palazzo della Minerva, dove il codice è stato ammirato da migliaia di visitatori tra novembre 2025 e gennaio 2026. Un ritorno simbolico, considerando che proprio in quel palazzo, nel 1923, Giovanni Treccani incontrò il ministro Giovanni Gentile per formalizzare l'acquisto dell'opera, salvandola dalla dispersione.

Un'impresa titanica costata una fortuna

Realizzata tra il 1455 e il 1461, la Bibbia rappresenta l'ambizioso progetto del duca Borso d'Este, che investì una fortuna per creare quello che sarebbe diventato il suo lascito più prezioso alla storia. Il duca, che aspirava al titolo ducale dal Papa, intuì che questo capolavoro gli avrebbe garantito quell'immortalità artistica che il potere politico da solo non poteva assicurare. L'opera coinvolse una bottega d'eccellenza guidata dai maestri Taddeo Crivelli e Franco dei Russi, affiancati dal calligrafo Pietro Paolo Marone. Tra gli altri miniatori che contribuirono al progetto spiccano i nomi di Guglielmo Giraldi e Girolamo de' Corradi, tutti artisti che subirono l'influenza dei grandi maestri dell'epoca come Pisanello, Donatello, Mantegna e Piero della Francesca.

Due volumi, 1200 pagine di pura meraviglia

Non si tratta di un semplice libro sacro, ma di un vero e proprio scrigno d'arte. I due volumi che compongono l'opera contano oltre 1.200 pagine in pergamena finissima, dove ogni singolo foglio è decorato fronte e retro. Non esiste spazio bianco: fregi, animali esotici, scene bibliche, ritratti e simboli araldici riempiono ogni millimetro disponibile. La straordinarietà dell'evento modenese sta nella possibilità di osservare dal vivo i dettagli microscopici e i colori brillanti che hanno reso immortale quest'opera. Particolare attenzione merita l'uso abbondante di lapislazzuli e oro zecchino, materiali preziosi che conferiscono ai colori quella luminosità che ancora oggi, dopo più di 500 anni, lascia senza fiato.

Informazioni pratiche

Quando: Sabato 7 febbraio 2026 Dove: Sala Campori, Biblioteca Estense Universitaria, Modena Cosa: Esposizione straordinaria della Bibbia di Borso d'Este Accesso: Ingresso libero con possibili limitazioni per motivi di conservazione Un'occasione da non perdere per toccare con mano (metaforicamente!) un pezzo di storia che ha attraversato i secoli mantenendo intatta la sua bellezza. Perché, come amava dire Borso d'Este, l'arte vera è quella che rende immortali i suoi creatori... e i suoi committenti.
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