Era dal 1986 che non accadeva. Quarant'anni di attesa, di sogni cullati e speranze deluse, fino a questo marzo del 2026 che ha regalato ai nostri colori una gioia che sa di leggenda. La Coopernuoto ha scritto una pagina indimenticabile nella storia del nuoto carpigiano, conquistando per la prima volta dopo quattro decenni il titolo regionale a squadre in vasca corta.
Il trionfo di Riccione
Allo Stadio del Nuoto di Riccione, in due weekend intensi che hanno messo alla prova nervi e muscoli, i nostri ragazzi hanno dominato la scena con una prestazione da manuale. 2.172 punti nella classifica generale e un bottino che fa girare la testa: 48 medaglie d'oro che brillano come stelle nel firmamento della nostra provincia. Non è stata una vittoria rubata o fortunosa. È stata una dimostrazione di forza che ha spazzato via il dominio del Circolo Nuoto Uisp Bologna, detentore del titolo da sette lunghi anni. Una supremazia che sembrava eterna e che invece si è infranta contro la determinazione dei nostri atleti.
I protagonisti del miracolo
La Coopernuoto non è solo Carpi. È un mosaico di talenti che unisce le nostre acque a quelle di Mirandola, Novellara, Parma, Ravenna, Cesena e Reggio Emilia. Una famiglia allargata che ha trovato nella piscina il linguaggio comune della vittoria.
Le stelle femminili
Tra le Cadette brillano i nomi di Chiara Dallaglio, regina delle velocità con i suoi tre ori nei 50 e 100 stile libero e nei 50 farfalla. Accanto a lei, Emma Verzelloni ha dominato i 400 stile libero, mentre Matilde Vellani si è imposta nei 200 rana. Le staffette 4x100 e 4x200 stile libero hanno completato il capolavoro al femminile.
Il fenomeno Pietro Rosi
Ma se c'è un nome che risuona più forte degli altri è quello di Pietro Rosi. Tra i Senior, questo atleta ha fatto man bassa di ori: dorso 50 e 100 metri, farfalla 50 metri, misti 100 e 200 metri. Un dominio totale che conferma come il talento, quando incontra la dedizione, può davvero spostare le montagne.
Dal fondo della classifica al cielo
La storia della Coopernuoto è una di quelle che farebbero innamorare anche chi non ha mai messo piede in una piscina. Poco più di dieci anni fa, questa società navigava tra la decima e la dodicesima posizione regionale. Oggi è in vetta, con una scalata che sa di miracolo sportivo ma che miracolo non è: è il frutto di lavoro, progettualità e una visione che ha saputo guardare lontano.
Un nuovo inizio
«Questo successo rappresenta non solo un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo punto di partenza», hanno dichiarato dalla società. Parole sagge che sanno di promessa per il futuro. Perché vincere è bello, ma continuare a vincere è l'arte dei grandi. In una provincia come la nostra, dove lo sport spesso deve fare i conti con risorse limitate e strutture che chiedono investimenti, questo trionfo assume un valore che va oltre le medaglie. È la dimostrazione che con passione e organizzazione si possono raggiungere traguardi che sembravano impossibili. La Coopernuoto ha regalato a Carpi e al territorio una gioia che profuma di cloro e sa di vittoria. Quarant'anni di attesa sono finiti in una vasca di Riccione, dove i nostri ragazzi hanno dimostrato che i sogni, quando sono coltivati con cura, prima o poi fioriscono.