Montipò, un gigante per l'attacco del Carpi: due anni di biancorosso


Montipò, un gigante per l'attacco del Carpi: due anni di biancorosso

C'è un nuovo gigante in città, e il Cabassi si prepari a misurarlo con il metro, prima ancora che con gli occhi. Martin Montipò è ufficialmente un giocatore del Carpi: il comunicato è arrivato nella serata di lunedì 14 luglio, a rompere la quiete estiva con la notizia che i tifosi aspettavano. L'attaccante reggiano, classe 2000, ha firmato un contratto biennale con scadenza 30 giugno 2028 e si presenta con un biglietto da visita che parla da solo: 192 centimetri di altezza, qualità tecnica e un curriculum che ha il sapore del viaggio, più che del semplice mestiere.

Cresciuto nei vivai di Reggiana e Parma, Montipò ha fatto la classica gavetta emiliana, quella che ti forgia sui campi di provincia: Lentigione, Felino, Traversetolo. Poi, a ventun anni, il salto nel vuoto, o meglio nel ghiaccio: due stagioni in Islanda con le maglie di IA Akranes, Vestri e Grindavík. Roba da far invidia a un esploratore, più che a un calciatore. Rientrato in Italia, ha assaggiato la Serie C con Giana Erminio e Legnago, prima di tornare a casa, al Lentigione, dove nello scorso gennaio ha messo a segno 3 reti in 14 presenze.

Le prime parole da biancorosso

«Conosco Carpi perché ci ho giocato contro diverse volte, è sempre stata una realtà difficile da affrontare e da battere», ha dichiarato Montipò. «So che questa è una società seria. Conosco il Mister e lo Staff, so come lavorano: non vedo l'ora di mettermi a loro disposizione. Ho avuto il piacere di parlare con il Presidente, che mi ha trasmesso fin da subito i valori che contraddistinguono questa Società».

Parole misurate, da chi sa che la piazza carpigiana non si accontenta delle promesse ma pretende i fatti. E Montipò sembra averlo capito bene: «Voglio dimostrare a tutti di meritare questa categoria. Questa nuova avventura mi dà grandi motivazioni: sono carico per dare il massimo, aiutare la squadra a raggiungere i propri obiettivi e segnare più gol possibile».

Un profilo da studiare

Centonovantadue centimetri non sono un optional, sono un'arma. Montipò può fare la boa, può attaccare la profondità, può svettare di testa. Ma attenzione a ridurlo a un semplice corazziere d'area di rigore: il ragazzo ha tecnica, frutto di una formazione che parte dai settori giovanili di club nobili. In Islanda ha imparato a giocare su campi impossibili, con venti che tagliano la faccia e temperature che consigliano il doppio maglione. Se ha resistito lì, il Cabassi a gennaio sarà una passeggiata.

La scommessa è reciproca: il Carpi punta su un attaccante che ha fame di riscatto e voglia di imporsi, Montipò trova una società che gli offre un progetto di due anni per mettere radici e dimostrare il proprio valore. L'ultimo biennale firmato sotto la Ghirlandina porta la data del 2028: un segnale di programmazione, di quelli che piacciono ai tifosi della domenica.

Visualizza le fonti dell'articolo


Ti è piaciuto questo articolo? Ricevi ogni giorno le notizie di Carpi alle 17:30, direttamente nella tua email.

Gratis. Disiscrizione con un click.

🏛️

Assistente Ombra

Online