La sanità locale continua a fare i conti con la precarietà del personale medico. All'
Ospedale Ramazzini di Carpi, il
Centro di Assistenza e Urgenza (CAU) - operativo dal 10 aprile dello scorso anno - si trova nuovamente alle prese con proroghe temporanee per sei medici che prestano servizio "a ore".
La situazione dei medici "gettonisti"
L'
AUSL di Modena ha dovuto rinnovare per la seconda volta gli incarichi professionali di questi camici bianchi che operano al piano terra del Ramazzini. Non si tratta di contratti a tempo indeterminato, ma di proroghe che testimoniano una realtà ormai consolidata nel panorama sanitario modenese: la difficoltà a trovare medici stabili. I dottori
Federico Nuzzo,
Martina Foglia,
Ngono Hermina Elonge e
Guylaine Willy Toumkan Tagne vedranno rinnovato il loro impegno per dodici ore settimanali fino al 30 giugno prossimo. Un orario più consistente, di 24 ore settimanali, è stato confermato alla dottoressa
Giorgia Melillo, che potrà contare su una proroga più lunga fino al 30 giugno 2026. Situazione diversa per la dottoressa
Athina Patsoura, il cui contratto di 12 ore settimanali scadrà già alla fine di febbraio.
Il CAU di Carpi: una struttura in crescita
Il Centro di Assistenza e Urgenza carpigiano rappresenta una delle cinque strutture attive in provincia di Modena, insieme a quelle di
Castelfranco Emilia,
Finale Emilia,
Fanano e il capoluogo. Inaugurato nell'aprile 2025 alla presenza del presidente della Regione
Stefano Bonaccini e dell'assessore
Raffaele Donini, il CAU di Carpi è nato per alleggerire il carico sui Pronto Soccorso, gestendo i casi urgenti ma non gravi.
Orari e servizi
La struttura del Ramazzini opera sette giorni su sette dalle 8 alle 20, garantendo un punto di riferimento sanitario importante per i cittadini carpigiani. Negli orari notturni e nelle prime ore del mattino, il servizio prosegue attraverso l'ambulatorio di continuità assistenziale.
Una strategia regionale tra luci e ombre
I CAU fanno parte della riforma sanitaria dell'
Emilia-Romagna, pensata per rispondere ai bisogni urgenti ma non critici della popolazione. Tuttavia, il ricorso massiccio a medici "gettonisti" con contratti temporanei solleva interrogativi sulla sostenibilità del sistema. La carenza di medici di famiglia e specialisti è un problema nazionale che tocca da vicino anche la nostra provincia. Il nuovo contratto della medicina generale, entrato in vigore nel 2025, introduce il "ruolo unico di assistenza primaria" che potrebbe costringere i medici a svolgere contemporaneamente più funzioni, dalla medicina di famiglia alla continuità assistenziale.
Il futuro della sanità locale
Per i cittadini di Carpi, il CAU rappresenta comunque una risorsa preziosa. La struttura, con i suoi spazi rinnovati e tre ambulatori per le visite, offre un servizio più rapido e accessibile rispetto al tradizionale Pronto Soccorso per i casi meno gravi. Resta da capire se la strategia delle proroghe temporanee sia una soluzione di transizione o una realtà destinata a consolidarsi. Nel frattempo, i carpigiani possono contare su questi professionisti che, pur con contratti precari, garantiscono un servizio essenziale per la comunità. La speranza è che le istituzioni riescano presto a trovare soluzioni strutturali per garantire continuità e stabilità a un servizio così importante per la salute dei nostri concittadini.