Melio porta l'AI a Novi: tra sogni e inganni


Melio porta l'AI a Novi: tra sogni e inganni

A Novi di Modena si prepara un finale di stagione culturale che promette di far discutere. Dal 11 aprile al 10 maggio, il PAC - Polo Artistico Culturale di viale G. Di Vittorio ospiterà "Anemoia", una mostra che mette insieme intelligenza artificiale e filosofia esistenziale, firmata da Iacopo Melio.

Il protagonista: più di un semplice attivista

Chi è questo Melio che arriva a conquistare i novesi? Nato a San Miniato nel 1992, è diventato una delle voci più ascoltate dell'Italia contemporanea. Giornalista per Fanpage e La Repubblica, scrittore prolifico con otto libri all'attivo, e soprattutto Cavaliere della Repubblica dal 2018 per volontà diretta del Presidente Mattarella. La sua storia inizia nel 2014 con una campagna social che fece il giro del mondo: #Vorreiprendereiltreno, un grido di protesta contro le barriere architettoniche che si trasformò in movimento collettivo. Da allora, Melio non si è più fermato, dimostrando che l'attivismo può essere efficace senza perdere il sorriso.

Anemoia: quando l'AI racconta bugie credibili

Ma cosa diavolo significa "Anemoia"? È una parola inventata, che pescando dal greco antico descrive quel strano sentimento di nostalgia per luoghi che non abbiamo mai visto, per persone che non abbiamo mai incontrato. Un po' come quando guardiamo una vecchia fotografia e ci sembra di ricordare qualcosa che non abbiamo mai vissuto. La mostra di Melio usa proprio questo concetto per esplorare i territori scivolosi dell'intelligenza artificiale. Attraverso una serie di immagini generate al computer, ci presenta ritratti di vite parallele, scenari quotidiani che potrebbero essere nostri ma che in realtà non sono mai esistiti.

Il lato oscuro della perfezione digitale

Ed è qui che il discorso si fa serio. Melio non ci porta l'AI come un giocattolo, ma come un interrogativo inquietante: se possiamo creare scene così credibili, cosa significa ancora "vedere per credere"? La democratizzazione degli strumenti digitali è certamente una conquista - oggi chiunque può esprimersi attraverso queste tecnologie. Ma c'è un prezzo da pagare: la verità diventa fluida, la nostra percezione si altera, e quello che ricordiamo rischia di trasformarsi in pure costruzioni mentali. È una riflessione che arriva al momento giusto, in un'epoca dove distinguere il vero dal falso diventa ogni giorno più difficile, anche per gli esperti.

La macchina organizzativa novese

Dietro l'evento c'è la consolidata collaborazione tra Andrea Saltini e Daniel Bund, che dopo il successo di "Hamlet Suite" al Teatro Sociale, chiudono la stagione con questo esperimento coraggioso. A supportarli, il Comune di Novi di Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, in partnership con Doble-Mistra di Arte Contemporanea. L'inaugurazione dell'11 aprile alle 18 promette di essere un momento di confronto stimolante. Non è la solita mostra da ammirare in silenzio, ma un invito a interrogarsi sul futuro che stiamo costruendo.

Uno sguardo pragmatico

Dal punto di vista culturale, l'operazione ha tutti gli ingredientes per funzionare: un protagonista di peso nazionale, un tema di scottante attualità, e una location consolidata nel panorama artistico modenese. La scelta di chiudere la stagione con Melio dimostra una programmazione attenta ai temi contemporanei. Resta da vedere se il pubblico novese saprà cogliere la complessità del messaggio, andando oltre la curiosità per l'intelligenza artificiale per abbracciare la riflessione più profonda che l'artista propone. In tempi di fake news e deep fake, una mostra che ci costringe a riflettere su verità e percezione non è solo arte, ma quasi un servizio pubblico. Info: 331.4047488 - PAC, viale G. Di Vittorio 30, Novi di Modena.

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