Era il 26 febbraio 1976 quando a Carpi nasceva qualcosa di straordinario: un piccolo gruppo di volontari che credeva nella forza della solidarietà. Non sapevano, quei pionieri, che stavano piantando un seme destinato a crescere per cinquant'anni, salvando migliaia di vite.
Una storia che parte dal cuore
Tre anni dopo la nascita dell'AIDO nazionale a Bergamo nel 1973, anche la nostra città volle dire la sua. Non con le parole, ma con i fatti. Il Gruppo Comunale Aido di Carpi vedeva la luce in un'epoca in cui parlare di donazione di organi richiedeva coraggio. Molto coraggio. "In questi cinquant'anni, attraverso le decine e decine di volontari e dirigenti che si sono avvicendati nel corso del tempo e le migliaia di cittadini che hanno espresso la loro volontà di donazione, la nostra missione e il nostro impegno sono rimasti immutati", afferma oggi il comitato carpigiano con orgoglio ben riposto.
La missione che non tramonta mai
L'obiettivo è sempre stato cristallino: promuovere la cultura della donazione volontaria, consapevole, anonima e gratuita di organi, tessuti e cellule. Una missione che va oltre la medicina, toccando le corde più profonde dell'animo umano. Perché donare significa credere che la vita abbia un valore che travalica la nostra esistenza individuale. L'AIDO Carpi, oggi presieduta da Eugenio Davolio, si occupa di diffondere la cultura della donazione su più fronti: dal sangue alle cellule staminali emopoietiche (quel "midollo osseo" di cui tanto si parla), dal cordone ombelicale dei neonati agli organi e tessuti dopo la morte.
I numeri che fanno riflettere
Mentre la nostra sezione celebra mezzo secolo di vita, i dati nazionali ci raccontano una storia complessa. Il sistema italiano di trapianti, nonostante gli enormi progressi, deve ancora fare i conti con liste d'attesa che sembrano non accorciarsi mai. Ogni "sì" alla donazione può salvare fino a sette vite, eppure la cultura del dono fatica ancora a radicarsi completamente nel tessuto sociale. La digitalizzazione ha portato novità importanti: l'applicazione "DigitalAIDO" rappresenta una vera rivoluzione, permettendo di digitalizzare il proprio consenso alla donazione. Un passo verso il futuro che avvicina la solidarietà ai tempi moderni.
Festeggiamenti all'orizzonte
Il comitato carpigiano promette celebrazioni degne di questo traguardo storico. Nel corso del 2026 sono previsti diversi eventi, anche se per ora mantengono il riserbo sui dettagli. "Informazioni specifiche verranno inviate in occasione dei singoli eventi", fanno sapere con quella punta di mistero che sa di sorpresa ben orchestrata. Cinquant'anni sono un traguardo importante per qualsiasi organizzazione, ma per AIDO Carpi rappresentano molto di più: sono la dimostrazione che la solidarietà, quella vera, non conosce mode né stagioni. Continua a crescere, anno dopo anno, persona dopo persona, cuore dopo cuore. Perché alla fine, come diceva qualcuno molto più bravo di me a scrivere, la vera misura di una comunità non si vede dai palazzi che costruisce, ma dalla generosità che sa esprimere nei momenti che contano davvero.