Milione perduto, lavoratori beffati: il caos dell'Ausl


Milione perduto, lavoratori beffati: il caos dell'Ausl

Una storia che sa di beffa amara, quella che ha colpito oltre 4mila lavoratori dell'Ausl di Modena. Un milione di euro destinato alle loro progressioni economiche è letteralmente evaporato a causa di una gestione che definire pasticciata è un eufemismo.

La cronaca di un errore annunciato

Il 10 dicembre 2025, dopo trattative difficili, sindacati FP Cgil e Uil Fpl riuscivano finalmente a strappare un accordo per le progressioni economiche dei dipendenti. Ma qui inizia il paradosso tutto italiano: l'accordo viene trasmesso all'organo di controllo economico soltanto il 30 dicembre, quando ormai le scadenze contrattuali erano già scadute da un pezzo. È come presentarsi all'esame quando il professore ha già chiuso il registro e se n'è andato a casa. Il risultato? Un milione di euro che doveva finire nelle tasche dei lavoratori si è dissolto nell'etere burocratico.

Le voci della protesta

Domenica Avenoso e Silvia Mucci della FP Cgil di Modena non usano mezze misure: "Non è solo un errore tecnico, ma il segnale di una gestione fallimentare dell'Ausl". Parole che pesano come macigni, soprattutto quando arrivano da chi conosce bene i meccanismi della sanità pubblica. Daniela D'Eredità della Uil Fpl rincara la dose, raccontando di "conteggi e regolamenti errati" presentati durante i negoziati di dicembre. Solo l'intervento delle Rappresentanze Sindacali Unitarie ha evitato danni ancora peggiori. Una situazione che fa venire in mente quei film comici dove tutto quello che può andare storto, va storto.

Il quadro desolante di una gestione allo sbando

Ma la perdita del milione è solo la punta dell'iceberg. I sindacati denunciano bandi di mobilità scaduti senza scorrimenti di graduatoria e una dirigenza più interessata alle lotte interne che al funzionamento dei servizi. In pratica, mentre i vertici si perdono in beghe di palazzo, i lavoratori restano a guardare e i cittadini pagano il conto. La situazione assume contorni ancora più grotteschi se pensiamo che questo pasticcio arriva proprio nel momento in cui il rinnovo contrattuale nazionale non ha recuperato il potere d'acquisto dei lavoratori. È come togliere l'ombrello a chi è già sotto la pioggia.

Il personale sanitario paga sempre il conto

Chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali dell'Ausl sa bene cosa significhi affrontare turni estenuanti con carenze di organico. Medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo che tengono in piedi la macchina sanitaria nonostante tutto. E ora si ritrovano pure derubati di quello che gli spettava di diritto. La richiesta dei sindacati è chiara e sacrosanta: "I lavoratori vogliono ottenere ciò che è stato contrattato". Non chiedono la luna, ma semplicemente che vengano rispettati gli accordi presi.

Una lezione di (cattiva) amministrazione

Questa vicenda racconta molto più di un semplice errore burocratico. Parla di un sistema che spesso dimentica chi davvero mantiene in vita i servizi pubblici. I sindacati ora chiedono che l'Ausl si assuma le proprie responsabilità e trovi soluzioni concrete per rimediare al danno. Intanto, i lavoratori aspettano. E con loro tutti noi cittadini, che da quei servizi dipendiamo ogni giorno. Perché alla fine, quando la macchina della sanità pubblica si inceppa, non è solo un problema di chi ci lavora dentro: è un problema di tutti.

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