C'è una fotografia che racconta tutto: una donna con la sigaretta in bocca, lo sguardo fiero puntato dritto sull'obiettivo, Catania, 1984. È una delle immagini iconiche di Letizia Battaglia, e da settimane campeggia alla Palazzina dei Giardini ducali di Modena nella mostra Visioni necessarie. Giovedì 25 giugno, alle 21.30, quella stessa fotografia trova la sua naturale estensione in piazza Sant'Agostino, dove la rassegna Ago Off dedica un'intera serata alla fotografa palermitana con il titolo Cronaca di una passione. La fotografia di Letizia Battaglia. Ingresso libero.
Il documentario e il dialogo
Il cuore della serata è la proiezione di Amore Amaro, documentario del 2012 diretto da Francesco Raganato che riprende il titolo di una celebre mostra della stessa Battaglia. Il film accompagna lo spettatore attraverso immagini, ricordi ed esperienze che hanno segnato il modo di guardare il mondo di una delle fotografe più importanti della storia italiana. Palermo è lo sfondo costante: amata e dolorosa, fotografata per decenni senza filtri né compromessi.
Al termine della proiezione è in programma un dialogo aperto al pubblico sul potere delle immagini e sul ruolo del fotografo come testimone attivo della realtà. Intervengono Sabrina Pisu, giornalista e autrice della biografia Mi prendo il mondo ovunque sia pubblicata con Einaudi, la nipote Marta Sollima, vicepresidente dell'Archivio Letizia Battaglia, e il fotografo Franco Zecchin, compagno di vita e di lavoro della Battaglia: fu con lui che nel 1974 fondò a Palermo l'Agenzia Informazione fotografica, crocevia di autori come Josef Koudelka e Ferdinando Scianna.
Chi era Letizia Battaglia
Nata a Palermo il 5 marzo 1935 e scomparsa nella stessa città il 13 aprile 2022 a 87 anni, Letizia Battaglia ha iniziato a fotografare tardi, a 34 anni, collaborando con il quotidiano palermitano L'Ora come unica donna in una redazione di soli uomini. Dal 1974 ha documentato senza sosta gli anni più sanguinosi della guerra di mafia in Sicilia: le sue fotografie dei delitti di Cosa Nostra, degli esattori mafiosi Salvo con Giulio Andreotti, dell'omicidio del giudice Cesare Terranova e dell'assassinio di Piersanti Mattarella il 6 gennaio 1980, di cui fu la prima fotoreporter ad arrivare sulla scena, sono entrate nella memoria collettiva italiana.
Eppure ridurla a "fotografa della mafia" sarebbe un errore. Il suo archivio racconta soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore: le donne, i bambini, i quartieri popolari, le feste e i lutti, una quotidianità spesso invisibile ai più. Come lei stessa ha spiegato, il suo obiettivo era "restituire forza ai più deboli, soprattutto alle vittime, agli emarginati, a quelli considerati matti, agli ammalati di solitudine in cerca di ascolto". Dopo la sua scomparsa, la cura del suo immenso archivio è affidata all'Associazione Archivio Letizia Battaglia, fondata nel 2021 con i nipoti Matteo e Marta Sollima.
La mostra e il progetto Ago Off
La serata del 25 giugno si inserisce nel programma di Fondazione Ago, realizzata in collaborazione con l'Archivio Letizia Battaglia. La fotografa è già presente a Modena con la mostra Visioni necessarie alla Palazzina dei Giardini ducali, dove è esposta la celebre Donna che fuma, Catania, 1984, stampa in gelatina ai sali d'argento su carta baritata, acquisita da Fondazione Ago con il sostegno del PAC2025, il Piano per l'Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La rassegna Ago Off si intreccia con il programma Curioso. Domande, persone, scoperte della Fondazione di Modena, dedicato ai Musei universitari e agli spazi del complesso del Sant'Agostino, l'antico ex Ospedale cittadino in corso di rinnovamento. Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 1 luglio con lo spettacolo teatrale Un'ultima cosa di e con la giornalista Concita De Gregorio, accompagnata dalla musicista Erica Mou.