Una clown con il trucco sbavato, la voce incrinata e i ricordi scritti sul corpo. Non una figura comica, ma un simbolo: quello di chi ha trascorso una vita intera a regalare sorrisi agli altri consumando in silenzio il peso delle proprie maschere. È l'immagine potente al centro di "The Broken Masks, Il Circo non ride", la performance originale in scena venerdì 20 giugno alle 20.45 all'Auditorium San Rocco di Carpi, con ingresso libero.
Tre monologhi, un solo viaggio
Lo spettacolo costruisce la sua drammaturgia intrecciando tre monologhi in una forma ibrida che mescola parola, gesto e presenza scenica. Il teatro non si limita ad accompagnare la danza, né la danza illustra il testo: i due linguaggi si interrogano a vicenda, si amplificano, si contraddicono. Il risultato è un percorso emotivo che attraversa la stanchezza del sorriso obbligato, il peso delle convenzioni sociali e la difficile conquista dell'autenticità.
Ideata e diretta da Barbara Freda e Gabriele Naccarato, la performance vede la stessa Freda anche come protagonista in scena. Coreografa di riconosciuta esperienza nel panorama della danza locale, Freda guida il Dance Studio Lab by Pantheon Club, realtà carpigiana con cui ha già conquistato podi importanti in rassegne interregionali. La coreografia complessiva dello spettacolo è firmata da Freda, Naccarato e Chiara Noto.
Sul palco: gruppi, attrice e collaborazioni
Ad affiancare la protagonista ci sono i gruppi di danza Rebels Squad e Black Princess, già noti al pubblico delle competizioni regionali per il loro stile fisico e narrativo. Completa il cast l'attrice Cinzia Ristani, con la collaborazione di Chiara Noto e l'Eclipse Heels Crew.
Il risultato è un palco affollato di energie diverse che convergono verso un unico punto: il momento in cui la maschera cade e resta soltanto la verità di un essere umano.
Un invito a togliersi la maschera
"The Broken Masks" non è uno spettacolo di intrattenimento nel senso convenzionale del termine. È, nelle intenzioni dei suoi autori, un frammento poetico che parla a chiunque abbia mai indossato un'identità di circostanza per essere accettato o semplicemente per sopravvivere. In un'epoca in cui l'immagine prevale spesso sulla sostanza, la performance sceglie deliberatamente la direzione opposta: portare sul palco la fragilità, senza filtri e senza effetti speciali.
L'appuntamento è per venerdì 20 giugno, alle 20.45, all'Auditorium San Rocco di Carpi. L'ingresso è libero e aperto a tutti.