La memoria che non si spegne
Il
9 gennaio 1950 resta una ferita aperta nella storia di
Modena, una pagina scritta col sangue di sei operai che chiedevano solo dignità e lavoro. A
76 anni di distanza, la città si prepara a rinnovare il ricordo di quell'
eccidio delle Fonderie Riunite che scosse l'Italia intera e segnò per sempre la storia del movimento operaio nazionale. Era un freddo mattino d'inverno quando
Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti persero la vita sotto il fuoco della polizia. Sei nomi che oggi risuonano come un monito, sei operai che scioperavano contro i licenziamenti decisi dalla direzione aziendale. Oltre
duecento persone rimasero ferite in quella che divenne una delle pagine più buie della storia del lavoro italiana.
Il programma delle commemorazioni
Il
Comune di Modena, guidato dal sindaco
Massimo Mezzetti, ha organizzato un ricco programma di iniziative che si snoderanno dal
9 all'11 gennaio, con un'installazione visiva che resterà visibile fino al
12 gennaio.
Venerdì 9 gennaio - La cerimonia silenziosa
Alle
ore 9.30, nell'area dell'ex stabilimento in
zona Crocetta, si svolgerà una cerimonia presso il
cippo ai Caduti Ex Fonderie. I segretari di
Cgil, Cisl e Uil –
Daniele Dieci, Rosamaria Papaleo e Roberto Rinaldi – insieme alle autorità cittadine e al sindaco, deporranno una corona di alloro in memoria degli operai caduti. Un momento di raccoglimento che mantiene viva la memoria di chi ha pagato con la vita il diritto di protestare.
Sabato 10 gennaio - Sulle tracce della storia
Alle
ore 15 partirà dalla
Pilastrata dell'ex podere Transilvania in Strada Albareto 130 il trekking urbano
"9 gennaio 1950, un sentiero di storie". Un percorso che dall'agricoltura conduce alla fabbrica, ripercorrendo le lotte del
quartiere Crocetta: dalle rivendicazioni agricole a quelle operaie, dalla Resistenza ai tragici eventi del 1950. L'iniziativa, curata dall'
Istituto Storico di Modena e
Modena Sobborghi, promette di essere un viaggio emozionante tra luoghi, fatti e personaggi della storia modenese. Per informazioni e prenotazioni: segreteria@istitutostorico.com.
Domenica 11 gennaio - Le canzoni della memoria
Il programma si concluderà alle
ore 11 alla
Palazzina Fonderie, in viale Ciro Menotti 258-306, con
"Era un freddo mattino di un giorno d'inverno". Un racconto-spettacolo di canzoni di lavoro e di lotta, voce e chitarra, a cura di
Claudio Silingardi e Marco Dieci. Un modo poetico e coinvolgente per mantenere viva la memoria attraverso la musica.
L'installazione della memoria
Ad accompagnare le iniziative, fino al
12 gennaio, accanto al
Cippo ai Caduti delle ex Fonderie Riunite, sarà visibile il manifesto
"9 gennaio, oggi". L'opera, realizzata a mano da
ARCI Modena e
Collettivo FX, è dedicata alla memoria delle madri delle sei vittime dell'eccidio e rappresenta le madri in attesa accanto al corpo disteso della Giustizia, a ricordare che la giustizia non può esistere senza verità.
Un monito per il presente
Il programma commemorativo, sviluppato dal
Comitato per la storia e la memoria del Novecento del Comune di Modena, non è solo un doveroso omaggio al passato, ma anche uno sguardo critico sul presente. In un'epoca in cui i diritti dei lavoratori tornano al centro del dibattito pubblico, ricordare l'eccidio delle Fonderie significa riflettere su quanto sia prezioso e fragile il diritto di protestare pacificamente. La città di Modena dimostra ancora una volta la sua maturità civile, trasformando la memoria in strumento di crescita collettiva. Perché, come insegna la storia, solo chi ricorda può davvero costruire un futuro migliore.