Molière torna in scena: il Teatro Dadà ospita "Il malato immaginario"


Molière torna in scena: il Teatro Dadà ospita "Il malato immaginario"
Lunedì sera il Teatro Dadà di Castelfranco Emilia si prepara ad accogliere uno degli spettacoli più attesi della stagione di Emilia Romagna Teatro ERT: "Il malato immaginario" di Molière, con Tindaro Granata nei panni del protagonista. Un appuntamento che promette di far riflettere il pubblico su temi di sorprendente attualità, tra ipocondria, critica sociale e l'eterna lotta dell'artista per essere compreso.

Un classico che parla al nostro tempo

Andrea Chiodi, alla regia di questo allestimento, ha scelto di portare in scena l'ultimo capolavoro di Molière - scritto nel 1673 - con una lettura moderna che scava nell'anima tormentata dell'autore francese. Accanto a Granata, sul palco vedremo Lucia Lavia e un cast di tutto rispetto che include Angelo Di Genio, Emanuele Arrigazzi, Alessia Spinelli, Nicola Ciaffoni, Emilia Tiburzi e Ottavia Sanfilippo. La storia di Argante, il ricco borghese ipocondriaco ossessionato dalle malattie, diventa nelle mani di Chiodi un potente autoritratto dell'artista che si sente escluso, "ridicolizzato dalla società, non più di moda". Una riflessione che risuona con particolare forza nell'epoca dei social media e dell'autofiction, dove tutti sembriamo volerci mostrare "malati" per ottenere attenzione e cura.

La maledizione dell'ultimo spettacolo

La scelta di questo testo non è casuale: "Il malato immaginario" è tristemente famoso per essere stata l'ultima opera interpretata dallo stesso Molière, che morì pochi giorni dopo il debutto a causa di un collasso avvenuto in scena. Un intreccio fatale tra arte e vita che rende ogni rappresentazione carica di significati simbolici. Giovanni Macchia, uno dei più autorevoli francesisti del Novecento, definiva Molière "uno scienziato delle nevrosi": un uomo malato che sapeva che "ridere e far ridere è una difesa contro quelli che erano i suoi stessi mali: la gelosia, il dolore, l'ansia, la malinconia".

Una critica ancora attuale

La satira feroce contro i medici - tema ricorrente nell'opera di Molière - acquista oggi nuove sfumature. Come scrive il regista nelle sue note: "Quando la lasciamo fare, la natura si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui è finita. È la nostra inquietudine, è la nostra impazienza che rovina tutto, e gli uomini muoiono tutti quanti per via dei farmaci e non per via delle malattie". Una riflessione che, pur nella sua provocazione, apre scenari di discussione di grande attualità. L'adattamento di Angela Dematté mantiene la fedeltà al testo originale, arricchendolo con la "supplica di Molière al Re", un documento toccante in cui l'autore chiede: "Allora ditemi sinceramente, mio sovrano Signore, se volete che io scriva ancora delle commedie".

Informazioni pratiche

Data e ora: Lunedì 16 febbraio 2026, ore 20.30 Luogo: Teatro Dadà, Castelfranco Emilia Durata: 2 ore senza intervallo Organizzazione: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale Un'occasione per riscoprire la genialità di Molière attraverso gli occhi di artisti contemporanei che sanno trovare nell'ipocondria del Seicento lo specchio delle nostre ansie moderne. Perché, come ci ricorda questa messa in scena, "si esiste solo se si è guardati" - e a volte, paradossalmente, "si muore per esistere".
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