Morelli: "Il Ramazzini non può più aspettare, servono investimenti immediati"


Morelli: "Il Ramazzini non può più aspettare, servono investimenti immediati"

L'ex assessore e segretario locale di Azione Simone Morelli torna a sollecitare interventi urgenti sulla sanità carpigiana, puntando il dito contro le promesse mancate sul futuro dell'ospedale Ramazzini. Il suo intervento arriva in un momento particolarmente delicato, dopo che la Corte di Giustizia dell'Unione europea ha messo a rischio il project financing per il nuovo ospedale con una sentenza che potrebbe far saltare definitivamente l'appalto.

La bocciatura europea che cambia tutto

La recente sentenza della Corte UE ha infatti stabilito che il project financing utilizzato per il progetto del nuovo Ramazzini non rispetta le normative europee sugli appalti pubblici. Questa decisione mette in discussione l'intera operazione, già contestata da Morelli e dal movimento Azione durante la campagna elettorale come "utopistica". Il rischio concreto è che l'appalto venga disertato o annullato, vanificando anni di lavoro e lasciando Carpi senza una soluzione per la sua struttura ospedaliera.

La posizione di Azione: investire subito sull'esistente

Morelli ribadisce con forza la posizione già espressa in passato: "In campagna elettorale avevamo già sottolineato che bisognasse investire comunque sul Ramazzini perché l'operazione Nuovo Ospedale era utopistica". Una previsione che oggi, alla luce della bocciatura europea, appare quanto mai lungimirante. Anche nel migliore degli scenari, un nuovo ospedale richiederebbe oltre una decina d'anni per essere realizzato, tempi che secondo Azione la comunità carpigiana non può permettersi.

L'urgenza non ammette rinvii

Il problema centrale, secondo l'ex consigliere, è che "le condizioni del Ramazzini non reggono" questi tempi lunghi. "Non possono aspettare i carpigiani, da 30 anni generosi e costanti nelle donazioni di tempo e denaro nei confronti di una struttura obsoleta", sottolinea Morelli, evidenziando come la comunità locale abbia sempre sostenuto l'ospedale nonostante le sue carenze strutturali.

Il riconoscimento ai professionisti sanitari

Nel suo intervento, Morelli non dimentica di rendere omaggio al personale sanitario: "Una struttura obsoleta tenuta in vita dalla professionalità di medici, infermieri, tecnici di livello". Un riconoscimento doveroso verso chi quotidianamente garantisce servizi essenziali alla comunità, operando in condizioni strutturali non ottimali ma mantenendo standard di qualità elevati grazie alla propria competenza.

L'attacco alla politica delle promesse

"Dopo le promesse mancate in questi anni si sono usate grandi parole, ma la concretezza di una decisione responsabile non la vediamo", attacca il rappresentante di Azione. La critica è diretta verso un approccio politico che ha privilegiato gli annunci rispetto ai fatti concreti, mentre la struttura ospedaliera continua a deteriorarsi.

L'ultimatum: agire subito o ne pagheranno le conseguenze i cittadini

Morelli conclude con un monito chiaro alla politica locale: "Occorre mettere mano al Ramazzini se non vogliamo che a pagare per le inadempienze di una politica insoddisfacente siano i cittadini". Un appello che assume particolare urgenza dopo la sentenza europea, che ha di fatto azzerato le prospettive del nuovo ospedale via project financing.

La questione sanitaria si conferma quindi uno dei nodi più critici per Carpi. Con il progetto del nuovo ospedale ora in bilico per la bocciatura UE, la posizione pragmatica di Azione - investire immediatamente sulla struttura esistente piuttosto che inseguire progetti a lungo termine di dubbia realizzabilità - appare oggi più attuale che mai. I carpigiani, dopo decenni di attesa, si trovano di fronte a un bivio: continuare a sperare in un nuovo ospedale sempre più incerto, o concentrare risorse ed energie per rendere il Ramazzini una struttura all'altezza delle esigenze del territorio.

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