Un carpigiano doc tra memoria e stoffe.
Davide Bulgarelli torna a casa con un viaggio teatrale che racconta le donne attraverso i loro abiti
L'arte di raccontare attraverso gli abiti
Sabato 17 gennaio, il palcoscenico de "LaCapriola" di Modena accoglierà
"Racconti nell'armadio", l'ultimo lavoro di
Davide Bulgarelli, il nostro regista-attore carpigiano che ha fatto strada nel mondo del teatro. Un spettacolo che promette di essere molto più di una semplice rappresentazione: un viaggio nell'anima femminile attraverso tessuti, ricordi e sogni custoditi negli armadi di casa.
Un carpigiano che ha fatto strada
Bulgarelli, classe 1962 e laureato in lettere, non è nuovo a questi lidi. La sua formazione al Teatro Eliseo di Roma con
Gabriele Lavia lo ha portato a collaborare con nomi di primo piano come Cobelli, Squarzina e De Tomasi. Dal 1988 i suoi testi calcano i palcoscenici italiani, spesso diretti dall'autore stesso. Un curriculum che fa onore alla nostra città e dimostra come il talento carpigiano sappia farsi largo anche lontano dalle mura estensi.
Nove donne, mille storie
Sul palco di "VISTA17", alle 20.30, prenderanno vita nove attrici –
Donatella Bertacchi,
Bianca Bianconi,
Alessandra Doda,
Daniela Florio,
Mina Larocca,
Marisa Marsciani,
Anna Minciotti,
Barbara Pederzini e
Romana Savigni – che incarneranno le vicende di "mille donne". Ogni performance ruota attorno a un capo d'abbigliamento che ha segnato momenti cruciali dell'esistenza femminile. «Si prende spunto da un abito per raccontare una vita», spiega
Bulgarelli con quella semplicità che caratterizza i grandi. E le storie che emergono sono di quelle che ti prendono per mano e non ti lasciano più: la donna che affrontava la sala operatoria pensando al reggiseno bianco col ferretto di un'amica, i battibecchi tra sorelle per l'abito da sposa, le rivoluzioni di costume attraverso i tour di
Madonna.
Quando la danza incontra il teatro
Ad accompagnare le parole, i corpi in movimento delle nove danzatrici della Formazione Professionale ModenaDanza. Le coreografie di
Sara Monari e
Martina Ronchetti danno vita fisica alle emozioni, creando un dialogo tra gesto teatrale e movimento che promette di essere di grande impatto scenico.
Sessant'anni di moda e costume
Il lavoro di
Bulgarelli non si limita al racconto individuale, ma abbraccia una prospettiva più ampia: «È un modo per fare una carrellata sulla moda e sul costume di questi ultimi sessant'anni, dagli anni Sessanta a oggi», precisa il regista. Un viaggio nel tempo che attraversa generazioni, mode, rivoluzioni sociali e personali, usando l'armadio come cronista silenzioso della storia contemporanea.
Il valore dell'esperienza carpigiana
Questo spettacolo rappresenta l'ennesima conferma di come il territorio carpigiano continui a generare talenti capaci di parlare al mondo partendo dalle radici locali.
Bulgarelli, con la sua capacità di trasformare l'ordinario in straordinario, porta sul palco quella sensibilità emiliana che sa trovare il universale nel particolare, il profondo nel quotidiano. Un appuntamento da non perdere per chi vuole vedere come un figlio di Carpi sia riuscito a trasformare un semplice armadio in un teatro della memoria, dove ogni abito diventa protagonista di una storia che ci riguarda tutti.