Nuovo blitz nel tessile: 3 su 5 in nero


Nuovo blitz nel tessile: 3 su 5 in nero

Un laboratorio tessile di Novi di Modena è finito nel mirino dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, che ieri hanno scoperto una situazione che fa rabbrividire: tre lavoratori su cinque in nero, un 60% che la dice lunga su come certe imprese interpretino le regole del gioco.

Il titolare nei guai

Il titolare dell'azienda, cittadino cinese classe 1980, ora dovrà rispondere davanti alla Procura della Repubblica di Modena per una lista di violazioni del decreto legislativo 81/2008 che sembra un libro dei record al contrario. Non proprio quello che ci si aspetta da chi dovrebbe garantire dignità e sicurezza sul posto di lavoro.

Un catalogo di violazioni

I militari della Stazione di Novi, supportati dagli ispettori modenesi, hanno trovato una situazione che definire precaria sarebbe un eufemismo. Mancava il medico competente, la sorveglianza sanitaria era un miraggio, e la formazione obbligatoria per i lavoratori evidentemente era considerata un optional. Ma non è tutto: niente cassetta di primo soccorso, problemi strutturali che riguardavano salubrità e igiene, uscite di emergenza inadeguate. Per non parlare delle vie di circolazione interne ingombre e della scarsa pulizia di impianti e attrezzature. Un ambiente di lavoro che più che un laboratorio sembrava un percorso a ostacoli.

La stangata economica

Le conseguenze sono arrivate puntuali: attività sospesa ai sensi dell'articolo 14 del decreto sulla sicurezza sul lavoro, e una mazzata economica non indifferente. Le sanzioni amministrative ammontano a 14.200 euro, mentre le ammende raggiungono i 13.175,49 euro. Quasi 28mila euro di conto salato per chi pensava di poter aggirare le regole.

I numeri che fanno riflettere

I dati dell'Ispettorato del Lavoro confermano che il fenomeno del lavoro irregolare nel tessile rimane una piaga aperta. Il settore, storicamente legato alla manifattura emiliana, continua a fare i conti con chi sceglie la strada del risparmio sulla pelle dei lavoratori. Particolare significativo: i tre lavoratori in nero erano tutti regolari sul territorio nazionale, a dimostrazione che il problema non è l'immigrazione clandestina, ma la volontà di alcuni imprenditori di tagliare i costi evitando tasse e contributi.

La vigilanza continua

L'operazione dei Carabinieri testimonia un impegno costante nel contrasto al lavoro irregolare. Le verifiche proseguiranno per garantire che l'attività riprenda solo quando saranno ripristinate tutte le condizioni di sicurezza e legalità. Una lezione che dovrebbe far riflettere tutti gli imprenditori della zona: il rispetto delle regole non è negoziabile, e chi pensa di poter fare il furbo prima o poi se ne accorge. A caro prezzo.

Visualizza le fonti dell'articolo


Ti è piaciuto questo articolo? Ricevi ogni giorno le notizie di Carpi alle 17:30, direttamente nella tua email.

Gratis. Disiscrizione con un click.

🏛️

Assistente Ombra

Online