Quando il volontariato si rinnova, non cambia solo una dirigenza: si riaccende una speranza. È quello che è successo in dicembre 2025 nell'assemblea dei soci di
Porta Aperta Carpi OdV, dove è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo che accompagnerà l'associazione nei prossimi tre anni.
I nuovi protagonisti della solidarietà carpigiana
Tre nomi, tre storie diverse unite da un unico obiettivo:
Gilberto Allesina,
Mauro Roncaglia e
Luana Ganzerli. Non sono politici né personaggi da prima pagina, ma persone che hanno scelto di mettere il proprio tempo al servizio della comunità. Una scelta che, in tempi di individualismo crescente, merita più di un applauso.
Allesina, confermato alla presidenza, si occuperà anche di comunicazione e progettazione, oltre a rappresentare il Consiglio nel Centro Operativo Recuperandia. Un incarico che richiede non solo competenze organizzative, ma anche quella capacità di "tradurre" i bisogni del territorio in progetti concreti.
Una squadra che conosce il territorio
Mauro Roncaglia assume il ruolo di vicepresidente e sarà il punto di riferimento negli staff del Centro d'Ascolto e dell'Ambulatorio Medico. Due servizi essenziali che rappresentano spesso il primo approdo per chi si trova in difficoltà: un ascolto attento prima ancora di una soluzione pratica.
Luana Ganzerli, con il doppio incarico di segretaria e tesoriera, coordinerà le attività di Cibùm, il servizio che si occupa di distribuzione alimentare. Un nome che forse dice poco a chi non ne ha mai avuto bisogno, ma che rappresenta un'ancora di salvezza per molte famiglie carpigiane.
La continuità che rassicura
Riconfermati i
Probiviri: l'avvocato
Cristina Muzzioli,
don Carlo Bellini e il professor
Oscar Corradi. Una scelta che testimonia la volontà di mantenere quella solidità istituzionale che un'organizzazione come Porta Aperta richiede. Il nuovo Consiglio eredita un'associazione che negli anni ha saputo diversificare i propri servizi, dal Centro d'Ascolto all'Ambulatorio Medico, dal supporto alimentare ai progetti di recupero. Una rete di solidarietà che funziona perché radicata nel territorio e gestita da persone che quel territorio lo conoscono davvero.
Tre anni per costruire
Tre anni sembrano pochi, ma in un'organizzazione di volontariato possono bastare per fare la differenza. L'augurio è che questo nuovo Consiglio sappia mantenere quel delicato equilibrio tra innovazione e tradizione, tra risposta ai bisogni emergenti e fedeltà ai valori fondanti dell'associazione. Perché alla fine, al di là delle cariche e degli incarichi, quello che conta davvero è la capacità di essere presenti quando serve, con discrezione e competenza. E se i nuovi dirigenti di Porta Aperta sapranno fare questo, Carpi potrà contare su un presidio di solidarietà ancora più solido e dinamico.