Nuovo Ospedale di Carpi: oncologia rafforzata, non ridotta


Nuovo Ospedale di Carpi: oncologia rafforzata, non ridotta
L'AUSL di Modena ha voluto mettere i puntini sulle i riguardo al progetto del nuovo ospedale di Carpi, dopo le interrogazioni di Fratelli d'Italia e centro-sinistra che hanno sollevato preoccupazioni sulla radioterapia. Il direttore Mattia Altini è stato chiaro: niente riduzioni, anzi.

Un futuro ad alta specializzazione

La risposta ufficiale dell'Azienda sanitaria suona come una rassicurazione per tutti i cittadini carpigiani che guardavano con apprensione ai rumor su possibili tagli ai servizi oncologici. L'avviso esplorativo, quello strumento che servirà a definire il nuovo ospedale, prevede invece un rafforzamento delle funzioni oncologiche. E qui arrivano le novità interessanti: si parla dell'introduzione di una PET, quella diagnostica oncologica di ultima generazione che oggi a Carpi non c'è. E poi una piattaforma di chirurgia robotica, tecnologie che farebbero del nuovo presidio un punto di riferimento per tutto il Nord modenese.

La questione radioterapia: strategia o incertezza?

Ma è sulla radioterapia che si concentrano le polemiche. L'AUSL spiega che si tratta di un settore in rapidissima evoluzione tecnologica, dove quello che vale oggi potrebbe essere superato domani. Per questo l'avviso è stato mantenuto "aperto e neutro", per valutare le proposte più innovative. L'argomento tecnico ha una sua logica: gran parte della radioterapia oggi è ambulatoriale, non richiede ricovero. E questo tipo di attività, spiegano dall'azienda sanitaria, spesso funziona meglio in strutture dedicate ad alta specializzazione piuttosto che dentro un ospedale per acuti.

Cinquant'anni di prospettiva

Il punto è che le attrezzature arriveranno tra il 2033 e il 2034, e l'ospedale dovrà servire il territorio per i prossimi cinquant'anni. Non si può semplicemente replicare quello che c'è oggi, sostengono dall'AUSL.

Una scommessa sul futuro

Mattia Altini e la sua squadra stanno in sostanza dicendo: guardiamo avanti, non indietro. Le conoscenze medico-scientifiche oggi si evolvono più rapidamente che nel passato, e un ospedale progettato con la mentalità di ieri rischia di essere obsoleto prima ancora di aprire.

Trasparenza e collaborazione

L'AUSL tiene a sottolineare che tutto il percorso sarà accompagnato dal protocollo interdistrettuale che sancisce la collaborazione tra i Distretti di Carpi e Mirandola. Massima trasparenza, promettono. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: una struttura innovativa, integrata nella rete sanitaria provinciale, capace di rispondere in modo moderno ai bisogni di salute dell'Area Nord.

Il verdetto dei cittadini

Ora tocca ai cittadini carpigiani decidere se fidarsi di questa visione a lungo termine o se continuare a chiedere garanzie più concrete sui servizi che oggi utilizzano. La partita è aperta, e come spesso accade in sanità, il tempo darà le risposte definitive.
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