Il macello OPAS Alimentare di Migliarina di Carpi ha completato la prima fase del piano di internalizzazione degli appalti, assumendo alle proprie dipendenze 65 lavoratori che fino al 31 dicembre scorso erano dipendenti della Fanter Srl. Un processo che rappresenta un importante passo avanti per la stabilizzazione occupazionale nel settore della lavorazione delle carni.
Il percorso di internalizzazione
L'operazione, avviata il primo gennaio 2026, è il frutto di un accordo siglato il 9 dicembre scorso che prevede una gestione condivisa tra tutti i soggetti che operano all'interno dello stabilimento carpigiano. L'obiettivo è chiaro: stabilizzare progressivamente tutti gli addetti al macello e alla lavorazione delle carni, superando la frammentazione dei rapporti di lavoro. Daniele Donnarumma, segretario della Fai Cisl Emilia Centrale, e Monia Auricchio della Flai Cgil Modena spiegano che questo percorso è iniziato circa un anno fa e rappresenta "la dimostrazione che uniti, attraverso il confronto e la contrattazione si costruiscono e si realizzano progetti concreti".
La seconda fase: focus su Pig's Worker
Ora inizia la seconda fase del processo, che vedrà come interlocutore principale la Pig's Worker, azienda di Treviso specializzata nella lavorazione delle carni suine che opera in appalto presso OPAS per le attività di sezionatura. I sindacati annunciano l'apertura di un confronto per tutto il 2026 con l'obiettivo di risolvere le problematiche dei lavoratori su tre fronti: piano economico, salute e sicurezza, qualità del lavoro.
L'obiettivo finale
Il traguardo è ambizioso: entro il 31 dicembre 2026 si punta alla chiusura dell'appalto con l'assunzione alle dirette dipendenze di OPAS Alimentare di oltre 200 lavoratori. Questo permetterebbe di completare il processo di internalizzazione entro il primo gennaio 2027, garantendo l'applicazione del contratto collettivo nazionale dell'industria alimentare a tutti i dipendenti.
Impatto per i lavoratori
Il piano prevede anche la creazione di una "comunità e contrattazione di sito" per tutti i lavoratori che continueranno a operare in appalto, garantendo loro "medesimi diritti, tutele e crescita professionale". Un approccio che mira a superare definitivamente la frammentazione contrattuale che caratterizza spesso il settore della lavorazione carni. L'iniziativa rappresenta un modello di gestione condivisa tra sindacati e azienda che potrebbe fare scuola anche in altri settori, dimostrando come attraverso il dialogo sociale si possano trovare soluzioni concrete ai problemi occupazionali del territorio carpigiano.