C'è un modo per capire quanto un guasto pesi davvero sulle persone: basta chiedere a chi lo ha vissuto dall'interno. Una paziente ricoverata all'ospedale Ramazzini di Carpi dal sabato mattina scorso, dopo aver fatto accesso al pronto soccorso, racconta quattro giorni che non dimenticherà facilmente. Non per la malattia che l'ha portata lì, ma per il caldo.
«Più di trenta gradi dentro le sale, ambulatori come forni, e la finestra che non si poteva aprire di giorno perché fuori faceva ancora peggio», dice. Trasferita domenica a mezzogiorno nel reparto di Urologia al terzo piano, la donna ha subito avvertito lo sbalzo rispetto al pronto soccorso, dove l'aria condizionata funzionava regolarmente. «In questa ala batte il sole tutto il giorno. Si sudava stando fermi».
Il guasto iniziato venerdì, risolto solo il 4 agosto
Stando a quanto riferito alla paziente, il malfunzionamento del sistema di climatizzazione si è verificato venerdì 31 luglio, lasciando senza raffrescamento una parte significativa dell'edificio. Quattro giorni interi, in piena ondata di caldo estivo, con temperature che in alcune zone della struttura hanno superato abbondantemente i 30 gradi. I professionisti sanitari hanno segnalato i disagi ai tecnici di riferimento, ma la soluzione ha richiesto tempo.
Nel frattempo, la solidarietà ha preso la forma più concreta possibile: i familiari dei pazienti hanno portato da casa dei ventilatori per cercare di rendere tollerabili le stanze. L'unica finestra di respiro, letteralmente, erano le prime ore del mattino: dalle 6 alle 9 si poteva aprire qualche infisso. Per il resto della giornata, niente.
Da notare che, per fortuna, le sale operatorie non sono state coinvolte dal problema, e le attività assistenziali, come precisa la stessa Ausl, non hanno subito interruzioni.
La replica di Ausl: guasto risolto, attività mai ferme
L'Azienda Usl di Modena ha confermato il guasto e comunicato la sua risoluzione nel pomeriggio del 4 agosto: «È stato risolto il guasto all'impianto di condizionamento dell'Ospedale Ramazzini di Carpi, che aveva determinato una riduzione dell'efficienza del sistema di raffrescamento». I tecnici del Servizio Tecnico aziendale sono intervenuti sostituendo il componente difettoso. «La climatizzazione della struttura è progressivamente tornata ai normali livelli di efficienza», si legge nel comunicato, che si chiude con un ringraziamento a «pazienti, visitatori e professionisti per la collaborazione dimostrata».
Un ringraziamento che sa di doverosa cortesia istituzionale. Perché quattro giorni in quelle condizioni, per persone già debilitate da una malattia, non sono una semplice inconvenienza: sono una prova.
I sindacati alzano la voce: «L'ospedale cade a pezzi»
Non sono mancate le reazioni più dure. Secondo quanto riportato da altre testate locali, le segnalazioni hanno riguardato in particolare i reparti di Ortopedia e Urologia, e i sindacati non hanno usato mezzi termini: «L'ospedale cade a pezzi». Una frase che pesa, soprattutto se letta accanto alle rassicurazioni istituzionali. Il Ramazzini è un presidio fondamentale per tutto il distretto di Carpi e del basso modenese: un guasto del genere, in agosto, con le temperature che si registrano in questi giorni, non può essere archiviato semplicemente come una nota tecnica.
La questione, al di là del singolo episodio, rimanda a un tema più ampio: la manutenzione delle strutture sanitarie pubbliche. Gli impianti invecchiano, le risorse per aggiornarli non sempre seguono i tempi necessari, e a pagarne il prezzo, in estate come in inverno, sono sempre i più fragili. Quelli che non possono permettersi di aspettare.