La stagione della rinascita culturale carpigiana ha un nome e un indirizzo:
Palazzo dei Pio. Dopo un 2025 che ha fatto segnare numeri da record -
38.901 visitatori, con un incremento del 10% - i Musei cittadini si preparano a un 2026 che promette di essere ancora più ricco e coinvolgente.
Il successo del 2025: una ricetta che funziona
I numeri parlano chiaro e testimoniano una strategia vincente. Oltre
23mila persone hanno visitato le mostre temporanee, mentre
10.891 cittadini hanno scelto di esplorare le collezioni permanenti del Museo. Ma il dato più significativo riguarda i giovani:
2.400 studenti di
115 classi, dall'infanzia alle superiori, hanno partecipato alle attività didattiche. Non è solo turismo culturale, è investimento nel futuro.
"È una soddisfazione", commenta l'assessore alla Cultura
Giuliano Albarani,
"vedere come le scelte strategiche e programmatiche fatte nel 2025 abbiano portato i nostri Musei non solo a incrementare le presenze, ma anche a proporre modalità innovative". Una soddisfazione giustificata, verrebbe da dire, quando si riescono a coniugare qualità e quantità senza perdere l'anima del territorio.
Due mostre per viaggiare nel tempo
Il 2026 si annuncia ricco di sorprese culturali. In primavera debutterà
"Non di solo pane. Cucina, tavola e cibo nel Rinascimento", un percorso che promette di stuzzicare non solo la curiosità ma anche l'olfatto dei visitatori. Quattro celebri cuochi dell'epoca faranno da guide attraverso opere d'arte, utensili originali e
"suggestioni olfattive" - una trovata che conferma l'approccio innovativo della programmazione carpigiana. A settembre sarà la volta de
"Le acque del caos. Alle origini del mondo egizio", realizzata in collaborazione con il prestigioso
Museo Egizio di Torino per il Festivalfilosofia. Un progetto
"su misura per il Museo carpigiano", che attraverso reperti autentici racconterà come gli antichi Egizi cercarono di
"comprendere, contenere e armonizzare il caos" - tematica quanto mai attuale, verrebbe da aggiungere.
Insolito che diventa tradizione
Le nuove esperienze del pubblico
Il format
"Insolito" si conferma un successo. Dalle
pause pranzo a Palazzo - mezz'ora per scoprire una sala o un'opera - alle
salite alla Torre della Sagra riaperta dopo anni di chiusura, fino allo
yoga tra le opere d'arte. Il primo appuntamento del 2026 è già fissato:
sabato 14 febbraio per San Valentino al Museo. Un approccio che rompe gli schemi tradizionali della visita museale e trasforma il patrimonio artistico in esperienza viva e quotidiana.
Una vita al museo: il welfare culturale
La vera novità del 2026 è
"Una vita al Museo", progetto di welfare culturale finanziato dalla Regione che trasforma il museo in
"luogo di appartenenza, relazione e salute". Un'iniziativa che abbraccia tutte le età: dai
neonati fino a un anno con le loro famiglie, agli
adolescenti che attraverso il cibo affronteranno temi profondi come i disturbi alimentari e lo spreco, fino agli
anziani fragili affetti da demenza e Alzheimer.
"Intreccio di memoria" rappresenta forse l'aspetto più toccante del progetto: restituire alle persone più vulnerabili
"la certezza di essere ancora parte attiva della vita culturale e sociale della comunità".
La sfida del sindaco Righi
Il sindaco Righi non nasconde l'ambizione: replicare e superare i risultati del 2025.
"Un luogo sempre più aperto che coinvolge nelle attività proposte un pubblico di tutte le età, dai giovanissimi agli anziani, carpigiani e non", dichiara con l'entusiasmo di chi sa di avere tra le mani un patrimonio unico. La scommessa è chiara: fare di
Palazzo dei Pio non solo il
"contenitore più ampio e importante della città", ma il cuore pulsante di una comunità che nella cultura trova identità e coesione. Resta da vedere se questa programmazione ambiziosa riuscirà a mantenere le promesse. I presupposti ci sono tutti: numeri in crescita, progetti innovativi e una visione che guarda oltre i confini tradizionali del museo. Il 2026 dirà se
Carpi saprà confermarsi laboratorio di eccellenza culturale o se gli entusiasmi di oggi si trasformeranno nei rimpianti di domani.