Rendere la città accessibile a tutti, garantendo a pedoni, anziani e persone con disabilità la possibilità di muoversi in condizioni di comfort e sicurezza. È l'obiettivo del Peba, il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche in ambito urbano che la Giunta comunale di Carpi ha adottato con una delibera approvata nella giornata di lunedì 27 luglio.
Il piano, redatto dall'architetto Stefano Maurizio seguendo le linee guida approvate dalla Regione Emilia-Romagna nel 2023, ha mappato strade, marciapiedi e percorsi cittadini, individuando le barriere architettoniche presenti e proponendo soluzioni concrete, con una stima dei costi e l'indicazione degli interventi prioritari.
L'area mappata: dal centro ai poli strategici
La rilevazione ha interessato 77 unità urbane tra vie, parcheggi, piazze e luoghi pubblici, per uno sviluppo lineare di circa 24 chilometri, che salgono a 48 considerando entrambi i lati delle strade. L'area complessiva si estende per circa 1,7 chilometri quadrati, con al centro piazza Martiri e un perimetro che arriva a est fino alla ferrovia e alla stazione dei treni, a ovest fino al polo sportivo, a nord al giardino di San Rocco e a sud fino al parco Pertini.
Gli ambiti urbani analizzati sono stati scelti con l'obiettivo di creare una rete viaria pedonale accessibile che permetta di raggiungere i principali luoghi di interesse e i poli attrattori del territorio.
Osservazioni dei cittadini e prossimi passaggi
Nei prossimi giorni il Peba sarà pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Carpi per sessanta giorni consecutivi, consentendo a chiunque fosse interessato di presentare osservazioni. Il percorso si concluderà con la discussione in Consiglio comunale della versione finale del documento.
Lugli: «Uno strumento che non rimane sulla carta»
«L'adozione del Peba è un passaggio importante perché formalizza un intento di questa amministrazione che non rimane soltanto sulla carta», ha dichiarato la vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici Mariella Lugli. «Già la stessa realizzazione dello studio, che ha impegnato risorse e tempo, è la prova concreta che si vuole lavorare per l'abbattimento delle barriere architettoniche in città, coinvolgendo gli attori e i rappresentanti delle categorie che maggiormente ne subiscono gli effetti».
Il documento, ha aggiunto Lugli, consentirà all'amministrazione di «adottare tutte le misure necessarie sia in fase di progettazione interna, sia quando valuteremo proposte esterne, e avere una stima del costo degli interventi più urgenti».