Un anniversario che parla al presente
103 anni esatti separano il debutto originale di "L'uomo dal fiore in bocca" dal suo ritorno sui palcoscenici emiliani. Era il 21 febbraio 1923 quando l'opera di Luigi Pirandello venne rappresentata per la prima volta al Teatro degli Indipendenti di Roma, teatro d'avanguardia e punto di riferimento per i futuristi dell'epoca. Oggi, precisamente un secolo dopo, sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026, il Teatro Tempio di Modena riporta in scena questo capolavoro immortale.
L'arte di Andrea Ferrari incontra il genio siciliano
La regia e l'interpretazione sono affidate ad Andrea Ferrari, attore e regista che ha curato personalmente anche l'adattamento del testo. Ferrari, già noto al pubblico modenese per le sue produzioni teatrali presso il Teatro Tempio, ha scelto di confrontarsi con uno dei lavori più intensi del drammaturgo siciliano, nato dalla fusione di due novelle pirandelliane: "Caffè notturno" e "La morte addosso". L'adattamento di Ferrari introduce una novità significativa: alla moglie del protagonista, figura che nell'originale rimane in ombra e muta, viene data voce attraverso un dialogo che chiude l'opera. Una scelta drammaturgica che arricchisce il tessuto emotivo del racconto.
Un dialogo universale su vita e morte
Il cuore pulsante dell'opera rimane il dialogo notturno tra l'uomo malato e un avventore occasionale del bar della stazione ferroviaria. Un incontro casuale che diventa pretesto per una riflessione profonda sul rapporto dell'uomo con la malattia e la morte. Pirandello costruisce il suo racconto su metafore potenti: il treno della vita che viaggia su binari paralleli, dove i cambi di direzione sono decisi da altri; gli specchi delle vetrine che riflettono la nostra fragilità; la carta da pacco e lo spago che tengono insieme i nostri giorni. E ancora i temporali: i tuoni che spaventano ma sono innocui, mentre le saette, il vero pericolo, affascinano invece di terrorizzare.
Il cast e la messinscena
Accanto ad Andrea Ferrari nei panni dell'Uomo dal fiore in bocca, troviamo Mario Saverio de Candia nel ruolo dell'avventore del bar e Veronica Torre come moglie del protagonista. La scelta di un cast ridotto all'essenziale permette di concentrare l'attenzione sui dialoghi e sulla forza espressiva del testo pirandelliano. Lo spettacolo sarà preceduto da un incontro con il regista che introdurrà il pubblico alla comprensione del testo e spiegherà le scelte drammaturgiche dell'adattamento.
Informazioni pratiche
Teatro Tempio si trova in Viale Caduti in Guerra 192, Modena. Gli orari sono differenziati: sabato 21 febbraio il sipario si alza alle ore 21:00, mentre domenica 22 la rappresentazione inizia alle ore 18:00. Il costo del biglietto è di € 10,00 e la direzione consiglia vivamente la prenotazione per garantirsi il posto. Un prezzo decisamente accessibile per un'opera che promette di lasciare il segno, confermando come il teatro di qualità possa essere fruibile da tutti.
Un'occasione imperdibile
In un'epoca in cui tutto sembra accelerare, "L'uomo dal fiore in bocca" ci ricorda l'importanza di fermarsi a riflettere sui grandi temi universali. La scelta del Teatro Tempio di programmare questo classico dimostra un'attenzione particolare verso il teatro d'arte, quello che non insegue mode passeggere ma scava nell'animo umano con la profondità che solo i grandi autori sanno raggiungere. Un appuntamento che il pubblico modenese non dovrebbe perdere, per riscoprire la forza eterna delle parole di Pirandello e la capacità del teatro di parlare direttamente al cuore degli spettatori, oggi come 103 anni fa.