Il ritardo che fa discutere
È una storia che sa di déjà vu quella che si sta consumando a Carpi attorno alla nuova sede del
Comando di Polizia Locale. Una vicenda che dimostra come, a volte, tra il dire e il fare ci sia di mezzo non solo il mare, ma anche un anno e mezzo di ritardi,
74mila euro di progettazione buttati al vento e una serie di cambi di programma che farebbero arrossire anche il più navigato dei burocrati.
Enrico Fieni e
Annalisa Arletti, consiglieri di
Fratelli d'Italia, hanno alzato la voce in consiglio comunale, e a ragione. I loro calcoli parlano chiaro: da un cronoprogramma che prevedeva la fine dei lavori per giugno 2026, siamo slittati al 31 dicembre 2027. Un anno e mezzo di ritardo per un progetto che dovrebbe garantire sicurezza ai cittadini carpigiani.
Dal Dorando Pietri ai colombofili: un'odissea progettuale
La storia ha dell'incredibile. Inizialmente la nuova sede doveva sorgere presso l'ex
Polisportiva Dorando Pietri, ma nell'ottobre 2024 sono emersi problemi di vulnerabilità sismica che hanno mandato tutto in fumo. Il progetto è stato sospeso, ma curiosamente continuava a comparire nei documenti ufficiali fino a dicembre. Poi, nel febbraio 2025, ecco la svolta: la
Giunta comunale ha deciso di trasferire tutto al capannone dei colombofili. All'epoca si parlava di soli due mesi di ritardo. Oggi, invece, parliamo della fine del 2027. Un ottimismo che rasenta l'ingenuità amministrativa. Come ha fatto notare il
consigliere Fieni con la sua indagine circostanziata, "I ritardi sono sotto gli occhi di tutti, nonostante le smentite dell'Amministrazione". E ha ragione: quando i fatti smentiscono le dichiarazioni, qualcuno deve pur assumersi la responsabilità.
Le giustificazioni dell'amministrazione
Il
sindaco Riccardo Righi e l'
assessore alle Infrastrutture Paolo Malvezzi hanno provato a spiegare l'accaduto in consiglio comunale. Il nuovo Codice degli appalti in materia antisismica avrebbe fatto lievitare i costi al punto da rendere più conveniente una sede completamente nuova. Una spiegazione tecnica che, però, non cancella il fatto che i cittadini carpigiani si ritrovano con un servizio essenziale ancora senza casa. Il passaggio dai 1.100 metri quadrati iniziali ai 1.500 del nuovo progetto ha poi richiesto un accordo con
Coopernuoto, la società che gestisce la piscina adiacente. Insomma, una serie di complessità che dimostrano come, a volte, fare le cose per bene nell'amministrazione pubblica significhi anche accettare tempi biblici.
Una lezione di programmazione
Annalisa Arletti ha centrato il punto: "Siamo di fronte all'ennesimo esempio di scarsa programmazione e di una gestione approssimativa di un progetto fondamentale per la città". La sicurezza non può essere affidata agli annunci rassicuranti, ma ha bisogno di atti concreti e tempi certi. Questa vicenda racconta molto di come funziona (o non funziona) la macchina amministrativa. Tra normative che cambiano, valutazioni tecniche che arrivano in ritardo e progetti che vengono ripensati in corsa, i cittadini di Carpi si ritrovano con una
Polizia Locale che dovrà aspettare ancora quasi due anni per avere una sede degna di questo nome. Forse sarebbe il caso di riflettere su come si programmano i progetti pubblici in questa città. Perché se è vero che la prudenza non è mai troppa quando si tratta di sicurezza sismica, è altrettanto vero che i cittadini hanno il diritto di sapere quando e come verranno risolti i loro problemi. Senza dover attendere l'ennesimo rinvio.