Progetto Kombolela, i numeri crescono: 75% di ragazzi coinvolti contro il disagio giovanile


Progetto Kombolela, i numeri crescono: 75% di ragazzi coinvolti contro il disagio giovanile

L'Unione delle Terre d'Argine registra risultati positivi nel contrasto alla devianza giovanile attraverso il progetto Kombolela, che ha raggiunto il 75% di attivazione nei percorsi educativi, segnando un incremento significativo rispetto al 62% del biennio precedente. Il nome, che in lingua malgascia richiama il gioco del nascondino, identifica un sistema di interventi personalizzati dedicato ai ragazzi tra i 12 e i 19 anni che mostrano segni di disagio o tendono a "nascondersi" dietro comportamenti problematici.

I numeri del successo

Dal 2022 al 2025 sono stati seguiti complessivamente 150 casi, di cui 65 nell'ultimo anno. La crescita dell'efficacia non deriva da un obbligo di partecipazione - che rimane volontaria - ma da una revisione dell'approccio metodologico che ha reso le proposte educative più attrattive e rispondenti ai bisogni reali degli adolescenti. La rete territoriale dimostra la sua solidità: il 47,7% delle segnalazioni arriva dagli istituti scolastici, seguiti dai partner del Terzo Settore e dai Servizi Sociali. Nell'ultimo anno sono state erogate oltre 950 ore di educativa, concentrandosi su sostegno scolastico, laboratori pratico-manuali, pet therapy e percorsi di inserimento lavorativo.

Le sfide future

L'analisi dei dati evidenzia alcune priorità per il futuro: la necessità di anticipare l'età dell'aggancio educativo per evitare che il disagio si cristallizzi e l'urgenza di un coinvolgimento più profondo delle famiglie. Gli obiettivi dell'Unione puntano a strutturare percorsi annuali ancora più integrati con le scuole secondarie di primo grado e a rafforzare la collaborazione con il settore privato per offrire concrete opportunità di avviamento al lavoro ai ragazzi che hanno completato l'obbligo scolastico.

Le parole del sindaco

«Essere giovani non è mai stato semplice, ma oggi crescere è ancora più complesso, tra pressioni nuove e riferimenti più fragili», spiega Riccardo Righi, sindaco di Carpi. «Per questo non possiamo limitarci a giudicare o indignarci: dobbiamo assumerci una responsabilità collettiva, come istituzioni e come comunità. Con Kombolela scegliamo di esserci davvero, costruendo relazioni, presenza educativa e una rete solida tra scuola, famiglie e territorio.» Il progetto si pone l'obiettivo di trasformare il biasimo per i comportamenti antisociali in azioni concrete di cittadinanza attiva e inclusione, puntando al benessere dei giovani e dell'intera comunità locale. La finalità rimane chiara: nessun ragazzo deve essere etichettato o lasciato solo, ma ascoltato e accompagnato in un percorso di crescita che contribuisca al benessere collettivo delle Terre d'Argine.

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