Una giornata che doveva essere di normale controllo del proprio terreno si è trasformata in un episodio di violenza per un
agricoltore di Carpi, aggredito lo scorso dicembre da un cacciatore settantaseienne che aveva scoperto a praticare attività venatoria illegale sui suoi campi.
L'aggressione: foto rubata e colpo di fucile
La vicenda ha dell'incredibile: l'
agricoltore, notando la presenza non autorizzata del cacciatore sul proprio fondo, ha fatto quello che chiunque farebbe al giorno d'oggi - ha estratto lo smartphone per documentare l'accaduto. Una foto per testimoniare l'invasione del proprio terreno privato, un gesto di legittima tutela che si è trasformato in un incubo. Il
settantaseienne, italiano e regolarmente munito di porto d'armi, invece di scusarsi e allontanarsi, ha reagito con una violenza inaudita. Prima ha strappato di mano il telefono all'agricoltore, poi lo ha colpito con il
calcio del fucile. Un'arma da caccia trasformata in clava, in una sequenza che lascia sgomenti.
Le conseguenze legali: fucile ritirato e denunce
La
Polizia di Stato di Carpi ha avviato immediatamente le indagini, ricostruendo con precisione la dinamica dell'aggressione. Il cacciatore settantaseienne ora dovrà rispondere dei reati di
rapina - per il furto dello smartphone - e
lesioni personali per il colpo inferto con l'arma. Come misura cautelativa, gli sono state immediatamente ritirate tutte le
armi e munizioni che deteneva regolarmente. Ma durante la perquisizione, gli agenti hanno scoperto anche cartucce non dichiarate, aggiungendo al quadro accusatorio anche il reato di
detenzione abusiva di munizionamento.
Una riflessione amara sui tempi che corrono
Questo episodio fotografa perfettamente i tempi che viviamo. Un semplice richiamo civile - "questo è terreno privato, si allontani per favore" - scatena una reazione violenta degna del Far West. Viene da chiedersi: siamo ancora capaci di risolvere i conflitti con le parole? L'agricoltore carpigiano, nel suo diritto di proteggere la proprietà privata, si è trovato vittima di un'aggressione che poteva avere conseguenze ben più gravi. Un fucile utilizzato come randello racconta di una perdita di controllo che fa riflettere. La
caccia, attività regolamentata e rispettabile quando praticata nel rispetto delle norme, diventa problema quando si sconfina nell'illegalità. E quando l'illegalità si accompagna alla violenza, il quadro diventa preoccupante per tutti noi cittadini di Carpi che abbiamo il diritto di sentirci sicuri nella nostra città e nei nostri campi.