Il 30 dicembre scorso, poco dopo le quattro del pomeriggio,
via Remesina è diventata il teatro di una follia che ha dell'incredibile. Quattro ragazzini di
dodici anni, con quella spavalderia tipica dell'età che confonde il coraggio con l'incoscienza, hanno trasformato l'asfalto in una roulette russa.
La testimone che ha salvato vite umane
Una residente della zona, stava percorrendo la pista ciclabile quando ha assistito a una scena che le ha "raggelato il sangue". Due dei quattro ragazzini erano sdraiati sull'asfalto, uno per corsia, aspettando l'arrivo delle auto per poi alzarsi all'ultimo secondo e fuggire. Un "gioco" che ha dell'assurdo, dove la posta in palio è la vita stessa. "In un primo momento pensavo fosse successo qualcosa", racconta la donna, che si è precipitata per prestare soccorso. Ma quando ha capito la reale natura di quella "prova di coraggio", non ha esitato a intervenire con fermezza.
L'intervento e la risposta spavaldà
La signora ha fatto quello che ogni adulto responsabile dovrebbe fare: ha parlato ai ragazzini, spiegando loro il rischio mortale che stavano correndo. Non solo per la loro vita, ma anche per quella degli automobilisti che, trovatisi di fronte a corpi sull'asfalto in condizioni di scarsa visibilità, avrebbero potuto causare incidenti drammatici. La risposta dei dodicenni è stata emblematica della loro età: "alla loro età al pomeriggio si esce da soli", hanno risposto con spavalderia. E prima che la donna se ne andasse, hanno persino avuto il coraggio di "rifarle il verso".
Un fenomeno preoccupante
Quello che è accaduto a
Carpi non è un caso isolato. I cosiddetti "giochi estremi" o "challenge" si stanno diffondendo tra gli adolescenti, spesso alimentati dai social media e dalla ricerca di visibilità online. La ricerca di emozioni forti e di "prove di coraggio" può trasformarsi in trappole mortali per menti ancora in formazione. La scarsa percezione del pericolo, tipica dell'adolescenza, si scontra oggi con una società che spesso confonde la notorietà con il successo, spingendo i giovani verso comportamenti sempre più estremi.
L'appello delle autorità
La
polizia locale di Carpi, pur non avendo ricevuto segnalazioni ufficiali di episodi simili, lancia un appello chiaro ai cittadini: chiamate immediatamente il
112 se assistete a scene del genere. La testimone stessa si è pentita di non aver contattato subito le forze dell'ordine, limitandosi a parlare con i ragazzini. Un gesto umano e comprensibile, ma che forse non è bastato a far capire la gravità della situazione a quattro dodicenni convinti di essere invincibili.
Una responsabilità collettiva
Quello che è successo in
via Remesina ci ricorda che la sicurezza dei nostri giovani è una responsabilità che riguarda tutti noi. Genitori, insegnanti, vicini di casa: ognuno ha il dovere di vigilare e intervenire quando necessario. La preoccupazione della donna che i ragazzini possano ripetere il loro folle gioco è più che legittima. Serve un'attenzione costante da parte della comunità e un dialogo aperto con i giovani sui rischi reali che corrono quando confondono il coraggio con l'incoscienza. In una città come
Carpi, dove la solidarietà e l'attenzione al prossimo sono valori radicati, episodi come questo devono farci riflettere su come possiamo proteggere meglio i nostri figli da se stessi e dalle pericolose suggestioni di un'epoca che troppo spesso premia l'apparire piuttosto che l'essere.