Quando l'ossessione diventa crimine a Carpi


Quando l'ossessione diventa crimine a Carpi

Storie come questa dovrebbero far riflettere tutti noi su quanto sottile sia il confine tra corteggiamento e persecuzione. Qui a Carpi abbiamo assistito a una vicenda che ha dell'incredibile: un 68enne della nostra città è stato condannato ben due volte per stalking nei confronti delle stesse persone. Una storia che parte da un sentimento malato e finisce in tribunale, lasciando dietro di sé vittime terrorizzate e una comunità che si interroga.

La spirale dell'ossessione

Tutto inizia quando l'uomo si invaghisce della badante della sorella, una giovane georgiana di 31 anni. Da novembre 2021 ad agosto 2022, la donna viene tempestata di messaggi quasi quotidiani con esplicite avances sessuali non gradite. Non contento, continua fino a gennaio 2023. Il primo processo si chiude con una condanna a un anno e un mese in primo grado, ridotta in appello a 9 mesi, più 5mila euro di provvisionale. Una sentenza che doveva essere un monito, un freno. Ma così non è stato.

L'escalation sui social network

Dal gennaio al novembre 2023, mentre ancora rimbombavano gli echi del primo processo, il carpigiano ricomincia. Stavolta nel mirino finisce anche un 43enne della nostra città, amico della ragazza, con cui l'uomo riteneva avesse una relazione. I messaggi si spostano sui social - Instagram e Facebook - diventando pubblici e denigratori. La giovane viene additata come "donna dai facili costumi", accusata di offrire prestazioni sessuali a pagamento. Ma l'uomo va oltre: crea un falso profilo Facebook usando la foto di lei, commettendo così sostituzione di persona.

La foto in tribunale: il culmine del delirio

Il gesto più sconcertante arriva proprio dove meno te lo aspetti: in tribunale. Durante l'attesa per l'udienza del primo processo, l'uomo scatta una foto alla ragazza e al suo amico, pubblicandola su Instagram con la didascalia che li descrive come "soggetti bramosi solo di soldi". Un'azione che sa di provocazione pura, di sfida alle istituzioni stesse.

La seconda condanna

Ieri, con rito abbreviato, è arrivata la seconda sentenza. Il tribunale ha condannato il 68enne a un altro anno di carcere per stalking, sostituzione di persona e diffamazione. Altri 4mila euro di provvisionale alla ragazza georgiana e 1.500 euro all'amico carpigiano. Le vittime si sono nuovamente costituite parte civile tramite l'avvocato Gino Moroni di Bologna.

Una riflessione necessaria

Questa vicenda, che ha attraversato gli anni dal 2021 al 2026, ci racconta di come l'ossessione possa degenerare fino a distruggere più vite contemporaneamente. La giovane badante ha dovuto abbandonare il lavoro presso la sorella dell'uomo, perdendo così una fonte di sostentamento. Due processi, due condanne, ma soprattutto anni di terrore per le vittime. A Carpi, come ovunque, dobbiamo imparare a riconoscere i segnali. Lo stalking non è romanticismo malinteso: è violenza psicologica, è controllo, è negazione della libertà altrui. Questa storia dovrebbe servire da monito: l'amore non giustifica mai la persecuzione, e la giustizia, seppur lenta, prima o poi arriva. 

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