Radioterapia a Carpi, il futuro resta un punto interrogativo


Radioterapia a Carpi, il futuro resta un punto interrogativo

La consigliera regionale Annalisa Arletti torna a sollevare un tema cruciale per la sanità carpigiana: la presenza della radioterapia nel progetto del nuovo ospedale. Durante una commissione regionale, l'assessore competente ha scelto di non rispondere alle domande specifiche sulla dotazione di strumentazioni radioterapiche nella futura struttura sanitaria.

Il caso sollevato in Regione

L'interrogazione presentata dalla Arletti aveva l'obiettivo di portare all'attenzione della Regione Emilia Romagna il futuro dell'assistenza sanitaria nel territorio carpigiano. Una richiesta precisa: garantire che il nuovo ospedale non rinunci alle strumentazioni per la radioterapia oncologica, servizio fondamentale per i malati di tumore. La risposta, però, non è arrivata. Di fronte a una domanda diretta, l'assessore regionale ha scelto il silenzio, una scelta che la consigliera definisce "politica" e che alimenta preoccupazioni sui reali intenti dell'amministrazione regionale.

I pazienti oncologici al centro

Come sottolinea la Arletti, quando si parla di malati di tumore non ci si può limitare a ragionamenti astratti. Dietro ogni discussione organizzativa ci sono "pazienti reali, persone che affrontano percorsi di cura lunghi, delicati e spesso quotidiani". La radioterapia rappresenta uno dei pilastri del trattamento oncologico e la sua disponibilità sul territorio può fare la differenza tra un percorso di cura agevole e uno costellato di difficoltà logistiche. Attualmente, l'ospedale Ramazzini di Carpi dispone di un acceleratore lineare per la radioterapia oncologica, recentemente aggiornato con tecnologie avanzate che consentono trattamenti di alta precisione, in particolare per proteggere il cuore durante il trattamento dei tumori della mammella sinistra.

Le preoccupazioni per il futuro

Il nuovo ospedale di Carpi, per il quale è stato firmato nel 2024 il protocollo tra Ministero e Regione, dovrebbe rappresentare un salto di qualità per la sanità locale. Il progetto prevede una struttura di 47.050 metri quadri per un investimento complessivo di 140 milioni di euro, di cui 126 per la costruzione e 14 per arredi e attrezzature biomediche. Tuttavia, l'incertezza sulla dotazione di servizi specialistici come la radioterapia fa sorgere dubbi legittimi. "Un ospedale nuovo, moderno dovrebbe alzare l'asticella non abbassarla", afferma la Arletti, che teme che dietro l'espressione "integrazione territoriale" si nasconda "la logica di riduzione dei servizi".

La battaglia continua

La consigliera regionale annuncia che non si fermerà qui. L'obiettivo è ottenere "risposte e chiarezza" su un tema che tocca direttamente la qualità della vita dei pazienti oncologici del territorio. Una battaglia che va oltre gli schieramenti politici e che riguarda il diritto alla salute di migliaia di cittadini. Per i carpigiani, la questione è molto concreta: avere a disposizione servizi oncologici completi nel proprio territorio significa poter affrontare la malattia senza dover aggiungere alle difficoltà della cura anche quelle degli spostamenti e della logistica.

Visualizza le fonti dell'articolo


Ti è piaciuto questo articolo? Ricevi ogni giorno le notizie di Carpi alle 17:30, direttamente nella tua email.

Gratis. Disiscrizione con un click.

🏛️

Assistente Ombra

Online