Rifondazione contro il maxi impianto fotovoltaico: "Troppo vicino all'area protetta"


Rifondazione contro il maxi impianto fotovoltaico: "Troppo vicino all'area protetta"
La Federazione di Modena di Rifondazione Comunista ha sollevato forti perplessità sul progetto di maxi impianto fotovoltaico che la società Lio Energy Taurus intende realizzare a Novi di Modena. Al centro delle critiche, la decisione della Regione di non richiedere la Valutazione di Incidenza Ambientale nonostante la vicinanza del sito a un'area protetta.

Le perplessità sulla valutazione ambientale

Secondo la segreteria del partito, non si comprende come la Regione Emilia-Romagna, attraverso il parere del Settore Aree protette e biodiversità, abbia ritenuto non necessaria la Valutazione di Incidenza Ambientale per un progetto di queste dimensioni. "Alla luce delle dimensioni dell'impianto e della vicinanza all'area protetta", spiegano da Rifondazione, "il progetto avrebbe dovuto essere sottoposto a una verifica delle potenziali interferenze sugli equilibri ecologici del sito".

I dubbi sulla solidità finanziaria

Le perplessità non si fermano agli aspetti ambientali. Rifondazione Comunista ha sollevato interrogativi anche sull'affidabilità economico-finanziaria del progetto, evidenziando come la Lio Energy Taurus srl presenti un capitale sociale di appena 2.500 euro. Ulteriori dubbi riguardano il rappresentante legale della società, che risulterebbe ricoprire cariche anche in numerose altre società caratterizzate da strutture analoghe. Secondo il partito, questo sistema di collegamenti meriterebbe ulteriori approfondimenti per garantire la trasparenza dell'operazione.

Il dibattito continua

La questione dell'impianto fotovoltaico di Novi si inserisce nel più ampio dibattito sulla transizione energetica e sulla necessità di bilanciare le esigenze di produzione di energia rinnovabile con la tutela del territorio e dell'ambiente. Le osservazioni di Rifondazione Comunista pongono l'accento su aspetti cruciali: da un lato la necessità di valutazioni ambientali rigorose quando si interviene nelle vicinanze di aree protette, dall'altro l'importanza di verificare la solidità finanziaria dei soggetti che si propongono per realizzare opere di tale portata. Il dibattito, come riporta il Carlino, è destinato a proseguire nelle prossime settimane, mentre il progetto continua il suo iter autorizzativo.
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