Sanità modenese, otto professionisti per guidare l'integrazione


Sanità modenese, otto professionisti per guidare l'integrazione

Una mattinata che segna un momento di svolta per la sanità modenese. Nella sede dell'Azienda USL di Modena si sono presentati gli otto nuovi direttori di dipartimento che guideranno le tre aziende sanitarie della provincia, alla presenza di figure di primo piano come Luca Baldino (Direttore Generale dell'AOU di Modena), Mattia Altini (Direttore Generale dell'AUSL di Modena), Stefano Reggiani (Direttore Generale dell'Ospedale di Sassuolo), e la Rettrice di UniMoRe Rita Cucchiara.

Una squadra per abbattere i muri

Per la prima volta nella storia sanitaria modenese, le tre aziende hanno deciso di presentare insieme i loro direttori di dipartimento. Una scelta che va oltre la formalità e che rappresenta un cambio di passo concreto: basta con le divisioni amministrative che complicano la vita ai cittadini. "La sanità pubblica è un sistema integrato" hanno dichiarato i Direttori Generali, "il cittadino deve ottenere la risposta più adatta alle sue esigenze a prescindere dall'Azienda che la eroga". Una filosofia che suona come musica alle orecchie di chi, da Carpi, si è trovato spesso a dover navigare tra uffici diversi per un semplice esame o una visita specialistica. Finalmente qualcuno sembra aver capito che la salute non conosce confini amministrativi.

L'università scende in campo

Rita Cucchiara, che dal 2025 guida l'Università di Modena e Reggio Emilia, ha sottolineato l'importanza strategica di questa collaborazione: "È in queste strutture che la componente accademica porta il suo apporto specifico, formando medici e specializzandi, sviluppando ricerca clinica". La professoressa, esperta di intelligenza artificiale e computer vision, porta una visione innovativa che potrebbe rivoluzionare l'approccio alla sanità territoriale. L'integrazione tra ospedale e università non è solo una bella parola: significa che chi si cura negli ospedali modenesi avrà accesso alle più avanzate conoscenze mediche, alla ricerca clinica più aggiornata e a medici formati secondo i più alti standard internazionali.

I protagonisti del cambiamento

Gli otto professionisti chiamati a guidare questo processo di integrazione rappresentano diverse specialità strategiche:

Dipartimenti aziendali ad attività integrata

  • Pier Luca Ceccarelli per il Materno Infantile dell'AOU di Modena
  • Fabrizio Di Benedetto per le Chirurgie Generali e Specialità Chirurgiche dell'AOU

Dipartimenti interaziendali

  • Stefano Colopi per la Diagnostica per Immagini
  • Albino Eccher per Medicina di Laboratorio e Anatomia Patologica
  • Francesca Gandolfi per il settore Farmaceutico
  • Giuseppe Longo per l'Emato-Oncologico

Dipartimenti territoriali

  • Anna Franzelli per le Cure Primarie AUSL
  • Donatella Marrama per Salute Mentale e Dipendenze Patologiche AUSL

Un sistema che guarda al futuro

L'obiettivo dichiarato è ambizioso ma necessario: garantire un percorso assistenziale continuo e integrato, dove il paziente sia al centro di una rete che funziona davvero. Non più il cittadino che deve adattarsi alle logiche burocratiche, ma un sistema sanitario che si adatta ai bisogni reali delle persone. Per noi carpigiani, che spesso guardiamo con una certa diffidenza alle grandi manovre della sanità provinciale, questa potrebbe essere l'occasione giusta. Un sistema più coordinato significa tempi di attesa più ragionevoli, meno pellegrinaggio tra ospedali diversi, e soprattutto la certezza che competenza e professionalità non si perdano nei meandri della burocrazia. Resta da vedere se alle parole seguiranno i fatti. Ma il segnale è chiaro: dopo anni di frammentazione, la sanità modenese prova finalmente a fare sistema. E forse, per una volta, potremmo anche crederci.

 

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