I circa 100 dipendenti dell'acetificio De Nigris di Carpi hanno proclamato oggi, 27 febbraio, uno sciopero ad oltranza con presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. Al centro della protesta, il mancato riconoscimento delle professionalità acquisite nel tempo dai lavoratori e la richiesta di un adeguamento dei livelli di inquadramento contrattuale.
La vertenza sindacale
Il sindacato Flai Cgil di Modena, insieme alle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) aziendali, ha proclamato ieri la mobilitazione dopo che la trattativa con l'azienda si è arenata. La dirigenza dell'acetificio si è mostrata indisponibile ad accogliere le richieste dei lavoratori per un aggiornamento dei livelli contrattuali che rispecchi le competenze e le specializzazioni sviluppate negli anni.
Le richieste dei lavoratori
I dipendenti avevano dato mandato alle proprie rappresentanze sindacali di elaborare un mansionario interno che, nel rispetto delle declaratorie del contratto nazionale dell'industria alimentare, prevedesse un avanzamento di livello per chi ha acquisito maggiori professionalità. Questo riconoscimento comporterebbe anche un conseguente aumento salariale per una parte significativa della forza lavoro. La proposta sindacale mirava a valorizzare le competenze maturate dai lavoratori nel corso degli anni, garantendo loro un inquadramento più adeguato alle mansioni effettivamente svolte.
L'azienda e il suo ruolo nel territorio
L'acetificio De Nigris di Carpi rappresenta una realtà industriale importante per il territorio modenese. L'azienda, che ha radici storiche nella produzione di aceti e aceto balsamico, opera con un proprio marchio sia sul mercato nazionale che su quello internazionale. Lo stabilimento carpigiano fa parte di una tradizione secolare che ha reso l'Emilia-Romagna un punto di riferimento mondiale per la produzione di aceto balsamico di qualità.
La mobilitazione continua
La chiusura dell'azienda alle richieste avanzate dai lavoratori ha reso inevitabile l'escalation della protesta. Il sindacato ha annunciato che la mobilitazione proseguirà anche nei prossimi giorni, con il presidio che continuerà davanti ai cancelli dello stabilimento. La vertenza tocca un tema centrale nel mondo del lavoro contemporaneo: il riconoscimento delle competenze acquisite sul campo e la necessità di un inquadramento contrattuale che rispecchi l'effettiva professionalità dei lavoratori. Per i circa 100 dipendenti dell'acetificio, si tratta di una battaglia per la dignità professionale e per un giusto riconoscimento economico del proprio contributo all'azienda.