La manifestazione regionale contro i tagli alla scuola
Si è svolta oggi, 24 gennaio 2026, una partecipata manifestazione a Bologna contro il dimensionamento scolastico e il commissariamento della Regione Emilia-Romagna. L'iniziativa ha visto la presenza di lavoratori della scuola, rappresentanti sindacali unitari (RSU), istituzioni e cittadini preoccupati per il futuro dell'istruzione pubblica. La protesta si inserisce nel clima di tensione creato dalla decisione del governo di imporre il taglio di
17 autonomie scolastiche nella regione e la nomina di un
commissario ad acta per procedere alla razionalizzazione, dopo che la Regione non aveva approvato nei tempi previsti il piano richiesto dal PNRR.
Le testimonianze dal territorio carpigiano
Particolarmente significativa è stata la partecipazione dalla provincia di Modena, con una delegazione corposa di
collaboratori scolastici del Meucci di Carpi. "A ciò si aggiunge una gestione amministrativa sempre più complessa, aggravata dalla cronica carenza di
personale ATA e dalla scarsità di risorse economiche, che rende difficile garantire un funzionamento efficiente e regolare delle istituzioni scolastiche", hanno dichiarato i rappresentanti dell'istituto carpigiano.
Le criticità denunciate dai lavoratori
Francesco Tinelli, RSU di una scuola media di Modena, ha sottolineato come "il lavoro quotidiano in classe è diventato sempre più difficile a causa di classi sovraffollate, carichi di lavoro crescenti e mancanza di risposte concrete ai bisogni educativi degli studenti".
Simona Marchesi, rappresentante di una scuola di Concordia e San Possidonio, ha evidenziato i rischi del processo: "Il dimensionamento e l'accorpamento di realtà scolastiche già in sofferenza non potranno che peggiorare ulteriormente le condizioni di lavoro e la qualità dell'offerta formativa, allontanando la scuola dai territori".
Il problema degli istituti sovradimensionati
Una delle preoccupazioni principali riguarda la creazione di istituti comprensivi troppo grandi. Come ha dichiarato la
RSU di Savignano: "Avere Comprensivi da 1800 studenti non permette di gestire le delicate complessità e le fragilità degli studenti nel loro percorso di crescita". Il dato è particolarmente significativo se si considera che l'Emilia-Romagna, con oltre
531.000 studenti, applicando il coefficiente ministeriale avrebbe diritto a 23 autonomie in più, non a 17 in meno come previsto dal taglio governativo.
La posizione sindacale
Eleonora Verde, Segretaria FLC CGIL Modena, ha ribadito la ferma opposizione: "La mobilitazione di oggi rappresenta un segnale chiaro: la scuola pubblica non è disponibile a subire in silenzio un progressivo smantellamento e continuerà a far sentire la propria voce per la difesa del diritto all'istruzione e del lavoro dignitoso". Le organizzazioni sindacali chiedono investimenti strutturali, stabilità occupazionale, risorse adeguate e il ritiro dei provvedimenti di dimensionamento, denunciando politiche che scaricano sui lavoratori e sugli studenti il costo di scelte politiche contestate. La manifestazione si inserisce in un contesto più ampio di scontro tra il governo e la Regione Emilia-Romagna, con quest'ultima che contesta la natura puramente politica, anziché tecnica, della decisione ministeriale.