Sindacati in agitazione contro Domus Assistenza: negato il pasto a oltre 150 educatori


Sindacati in agitazione contro Domus Assistenza: negato il pasto a oltre 150 educatori

La Cooperativa Domus Assistenza di Modena finisce nel mirino dei sindacati per aver firmato un accordo che nega il diritto al pasto alla maggioranza degli educatori che seguono bambini e ragazzi con disabilità nelle scuole della provincia. Funzione Pubblica Cgil e Uil Fpl hanno aperto lo stato di agitazione dopo che la cooperativa ha deciso di procedere unilateralmente, ignorando la bocciatura dell'accordo da parte di oltre 150 lavoratori.

La decisione contestata

La controversia riguarda circa 360 educatori socio-assistenziali (PEA - Personale Educativo Assistenziale) che si occupano dell'inclusione scolastica di bambini e ragazzi con disabilità. Domus Assistenza ha deciso di riconoscere il diritto al pasto solo a una "piccola platea" di educatori, escludendo più del 50% del personale, in quella che i sindacati definiscono una violazione del contratto integrativo provinciale di Modena. "Domus Assistenza ha agito restando totalmente sorda alla bocciatura dell'accordo espressa da più di 150 educatrici ed educatori, soci dipendenti, dimostrandosi del tutto disinteressata e intenzionata a procedere unilateralmente" denunciano Simona Ugolotti della Fp Cgil e Alex Scardina della Uil Fpl.

Un accordo separato contestato

Nonostante l'opposizione della maggioranza dei lavoratori, la cooperativa ha siglato un accordo separato con Fp Cisl e Fisascat Cisl, escludendo i sindacati che rappresentano la maggioranza degli educatori contrari alla proposta. I sindacati Funzione Pubblica Cgil di Modena e Uil Fpl di Modena e Reggio Emilia avevano chiaramente comunicato alla direzione di non poter firmare l'accordo, avendo ricevuto mandato contrario dall'assemblea sindacale.

Le condizioni di lavoro sotto accusa

La negazione del diritto al pasto si inserisce in un quadro lavorativo già difficile per gli educatori, caratterizzato da: .

 

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    • Bassi livelli retributivi
    • Part time involontari diffusi
    • Sospensioni estive prolungate
    • Ulteriori inadempienze rispetto al Contratto collettivo nazionale

     

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"Le educatrici e gli educatori si sono sentiti completamente inascoltati", sottolineano i rappresentanti sindacali, che hanno ricevuto "mandato pieno e unanime ad aprire lo stato di agitazione con tentativo di raffreddamento in Prefettura".

Prossimi passi

La vertenza si sposterà ora in Prefettura per il tentativo di raffreddamento previsto dalle procedure di agitazione sindacale. Nel frattempo, i circa 360 educatori continuano a operare nelle scuole della provincia di Modena, ma con una situazione contrattuale che i sindacati definiscono inaccettabile. La vicenda evidenzia le tensioni nel settore dell'assistenza educativa, dove condizioni di lavoro precarie e diritti negati rischiano di compromettere la qualità dei servizi offerti ai bambini e ragazzi più fragili.

 

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