Social Sport a Carpi: 20mila euro per dare a tutti una chance


Social Sport a Carpi: 20mila euro per dare a tutti una chance
Riccardo Righi e la sua giunta hanno rimesso in pista un'iniziativa che ha il sapore di giustizia sociale. Il bando Social Sport 2025-2026 è la dimostrazione che quando la politica vuole davvero, può fare la differenza nella vita quotidiana delle famiglie.

Il progetto che abbatte le barriere

Venti mila euro non sono una cifra che fa tremare i mercati, ma possono cambiare la vita di un ragazzino disabile o di una famiglia che conta ogni centesimo. Il Comune di Carpi ha deciso di stanziare questa somma per permettere ai giovani tra i 6 e i 18 anni (26 se disabili) di praticare sport, anche quando il conto in banca dice di no. I numeri parlano chiaro: 130 euro a persona per una singola attività sportiva, fino a 300 euro per famiglia se i praticanti sono più di uno. Non è la panacea di tutti i mali, ma è un aiuto concreto per chi ha un ISEE compreso tra 0 e 16mila euro.

Come funziona il meccanismo

La macchina burocratica stavolta sembra aver trovato la via giusta. I requisiti sono ragionevoli: residenza a Carpi, età nell'arco stabilito, situazione economica certificata e iscrizione a una società sportiva riconosciuta dal CONI o dal CIP (Comitato Italiano Paralimpico). Non si tratta di beneficenza, ma di un investimento sul futuro. Chi ha visto i miracoli che lo sport sa compiere sa bene che ogni euro speso qui vale dieci volte tanto in termini di crescita personale e sociale.

Il valore sociale dello sport

C'è una verità che spesso dimentichiamo: lo sport non è solo sudore e fatica, è educazione, integrazione, riscatto. Per un ragazzo disabile può essere la chiave per sentirsi parte di un gruppo. Per una famiglia in difficoltà può significare dare ai propri figli le stesse opportunità degli altri. Il Social Sport di Carpi non risolverà tutti i problemi, ma ha il merito di non girare la testa dall'altra parte quando la questione si fa complicata. E questo, in tempi di individualismo imperante, non è cosa da poco.

Una misura da replicare

L'iniziativa carpigiana dovrebbe fare scuola. Mentre altrove si discute di grandi opere e progetti faraonici, qui si mettono 20mila euro al servizio di chi ne ha più bisogno. Pragmatico, concreto, efficace. Resta da vedere quante famiglie riusciranno a beneficiarne e con quale efficacia saranno gestite le graduatorie. Ma l'intenzione è buona e l'obiettivo centrato: dare a tutti i ragazzi, senza distinzione di censo o condizione fisica, il diritto di correre, saltare, giocare. Perché lo sport, quando è davvero per tutti, diventa il miglior strumento di democrazia che una comunità possa avere.
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