La solidarietà carpigiana vola dal Papa per l'Ucraina


La solidarietà carpigiana vola dal Papa per l'Ucraina

Mentre l'inverno ucraino si avvia verso la fine, lasciando dietro di sé mesi di freddo e sofferenza, la Caritas di Carpi e quella di Modena-Nonantola non abbassano la guardia. L'emergenza umanitaria che attraversa il paese invaso dalla Russia tre anni fa non accenna a diminuire, anzi. I numeri parlano chiaro e fanno male al cuore: 12,7 milioni di persone necessitano ancora di assistenza umanitaria, secondo l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite.

Una tragedia che non finisce mai

Dietro alle cifre fredde dell'Humanitarian Needs and Response Plan 2025 si nascondono volti, storie, famiglie distrutte. 3,7 milioni di sfollati interni che non sanno più dove sia casa. 5,6 milioni di persone che hanno dovuto cercare rifugio nei paesi vicini, portando con sé solo la speranza di tornare. E poi ci sono quei 9 milioni di ucraini che presentano bisogni sanitari critici: un numero che da solo basterebbe a riempire un'intera regione italiana. Non è più l'emergenza dei primi mesi di guerra, quella che ci aveva colpito per la sua drammaticità improvvisa. Questa è diventata una crisi prolungata, fatta di povertà crescente, infrastrutture civili distrutte sistematicamente e comunità che non ce la fanno più a resistere. L'inverno appena trascorso ha aggiunto il peso del gelo a quello delle bombe.

Il gesto della comunità carpigiana

Per questo le nostre Caritas diocesane hanno deciso di aderire alla raccolta fondi nazionale. Ma c'è un momento che renderà ancora più speciale questo impegno della nostra comunità: il prossimo 25 marzo, durante l'udienza con Papa Leone, il nutrito gruppo di pellegrini carpigiani che hanno aderito alla proposta per celebrare il 40° anniversario di Notizie porterà al Santo Padre una prima parte delle donazioni raccolte durante questa Quaresima di Carità. Un gesto simbolico ma concreto, che rappresenta la fraternità della Chiesa carpigiana verso le comunità ucraine martoriate. Sarà un modo per dire che anche da qui, dalla nostra piccola realtà emiliana, non dimentichiamo chi soffre.

Tre anni di aiuti concreti

Dal febbraio 2022, quando iniziò l'invasione russa, la rete Caritas ha sostenuto oltre 6 milioni di persone in Ucraina. Non si tratta di numeri buttati lì: dietro c'è un lavoro complesso e in continua evoluzione che spazia dall'assistenza sanitaria al supporto psicosociale, dal sostegno economico diretto alla distribuzione di beni essenziali.

Le ferite più profonde

L'emergenza abitativa resta una delle ferite più profonde del conflitto. Oltre 4 milioni di ucraini hanno perso la propria casa e necessitano di soluzioni a lungo termine. Ma c'è un aspetto forse ancora più doloroso: il supporto alla salute mentale e psicosociale, essenziale per bambini, famiglie, anziani e veterani segnati da traumi che si ripetono ogni giorno. Caritas Italiana ha deciso di investire 2,7 milioni di euro nel periodo 2025-2027 a sostegno della rete Caritas in Ucraina. Un impegno che dimostra come questa non sia considerata un'emergenza temporanea, ma una necessità che durerà ancora a lungo.

Come aiutare concretamente

Chi volesse contribuire alla raccolta può farlo attraverso due canali specifici, indicando come causale "PROGETTO UCRAINA – EMERGENZA FREDDO": CARITAS DIOCESANA DI CARPI Iban: IT 86 X 05387 23300 000001422974 CARITAS DIOCESANA DI MODENA – NONANTOLA Iban: IT 89 B 05387 12900 000000030436 Ogni contributo, anche il più piccolo, può fare la differenza tra il freddo e il calore, tra la disperazione e la speranza. Perché in fondo, come ci insegna la nostra tradizione emiliana, la solidarietà non conosce confini quando c'è da tendere una mano a chi ne ha bisogno.

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