La beffa più crudele arriva quando meno te l'aspetti. E al
Cabassi è successo proprio questo: un
Carpi che ha giocato a viso aperto contro la capolista
Arezzo si è dovuto arrendere per un errore che sa di beffa del destino. Un gol preso dopo tre minuti per una papera di
Sorzi che ha rovinato una serata che poteva essere di riscatto.
La topica che costa cara
Quando
Guccione ha battuto quella punizione dalla bandierina al terzo minuto, nessuno si aspettava che il pallone finisse direttamente in porta. Nessuno tranne il portiere carpigiano, che ha commesso l'errore più macroscopico della sua carriera: un'uscita sbagliata sul primo palo che ha spianato la strada agli aretini.
Stefano Cassani, il giovane allenatore faentino che ha preso le redini della squadra dopo l'addio di Serpini, aveva preparato la partita con accortezza tattica, pensando già alla delicata trasferta di domenica a Perugia.
Zagnoni,
Giani,
Tcheuna,
Gaddini e
Casarini sono partiti dalla panchina, con
Puletto ritrovato titolare sulla trequarti insieme a
Pietra.
La reazione d'orgoglio
Ma quello che è successo dopo il gol ha fatto vedere il carattere di questo Carpi. Superato lo shock iniziale, i biancorossi hanno iniziato a macinare gioco, costruendo occasioni e mettendo in difficoltà una squadra che in classifica aveva 28 punti di vantaggio. La chance più ghiotta del primo tempo è capitata a
Verza al 45': un filtrante perfetto di
Figoli l'aveva messo davanti al portiere, ma l'esterno ha preferito il tiro in curva all'assist per i compagni appostati in area.
Il forcing finale e il palo della speranza
Nella ripresa
Cassani ha cambiato modulo, passando alla difesa a quattro con
Rigo al posto di
Cecotti. Il Carpi ha spinto forte, soprattutto sui calci piazzati:
Lombardi e
Rossini hanno sfiorato il gol di testa, mentre al 66' il portiere
Venturi ha dovuto compiere la sua prima vera parata su un tentativo di Rossini. L'occasione più clamorosa è arrivata al 75' con
Rosetti, il cui destro al volo è stato miracolosamente salvato da
Gilli sulla linea. Ma la beffa finale porta la firma di
Stanzani: al 92' il suo destro al volo ha centrato il palo pieno, negando al Carpi un pareggio che sarebbe stato meritatissimo.
Il bicchiere mezzo pieno
Nonostante la sconfitta - la seconda consecutiva che lascia il Carpi a quattro punti dai playout - la prestazione ha mostrato segnali incoraggianti. Dopo i progressi già visti a Ravenna, la squadra di Cassani ha dimostrato di poter tenere testa anche alla capolista, concedendo il minimo sindacale a un
Arezzo che si è limitato a gestire il vantaggio. I 962 spettatori del Cabassi, tra cui 276 tifosi ospiti, hanno assistito a una partita che ha ridato speranza nel momento più difficile della stagione. Perché se è vero che i punti sono quelli che contano, è altrettanto vero che prestazioni così possono essere la chiave di volta per risalire la china. Il calcio, si sa, è fatto anche di episodi. E ieri sera l'episodio ha sorriso all'Arezzo. Ma il Carpi ha dimostrato di esserci, di lottare, di non mollare mai. E questo, per una squadra in difficoltà di classifica, vale più di mille discorsi.