Sport carpigiano a bocca asciutta: zero fondi dalla Regione


Sport carpigiano a bocca asciutta: zero fondi dalla Regione
Le società sportive di Carpi sono rimaste a mani vuote dalla distribuzione dei fondi regionali destinati ai progetti biennali. Un milione di euro in palio, quattro progetti presentati dalle nostre realtà sportive, zero ammessi al finanziamento. Una doccia fredda che fa riflettere sullo stato dell'associazionismo sportivo locale e sui meccanismi di selezione regionale.

Le esclusioni e le motivazioni

ASD Carpi Sport, che gestisce l'impianto comunale del tennis, aveva puntato tutto sul progetto "Sport di comunità, valori e sogni in campo". Insieme alla Pallamano Carpi con il suo "Progetto scuola 2.0", si sono trovate fuori per "esaurimento fondi" - una motivazione che suona come un elegante modo per dire "arrivedorci e grazie". Più specifiche le bocciature per gli altri due progetti carpigiani. La Polisportiva Nazareno con "Donna&Sport" non ha raggiunto i fatidici 50 punti minimi richiesti dalla commissione valutatrice. Una soglia che evidentemente separa i sogni dalla realtà burocratica regionale.

Il caso CSI: quando la carta fa la differenza

Il caso più emblematico riguarda il Centro Sportivo Italiano con il progetto "Muoviti Muoviti". L'esclusione è arrivata per un dettaglio che potrebbe sembrare formale ma che invece si rivela sostanziale: l'assenza dell'adesione alla Carta Etica dello Sport della Regione Emilia-Romagna.

La Carta Etica: requisito imprescindibile

Dai documenti regionali emerge chiaramente che l'adesione alla Carta Etica dello Sport è diventata un requisito obbligatorio per accedere ai bandi sportivi. Non si tratta di una formalità burocratica, ma di un impegno concreto verso valori di fair play, inclusione e rispetto che la Regione considera fondamentali per l'attività sportiva sul territorio.

I numeri della competizione regionale

Il quadro generale racconta di una competizione serrata: 267 domande pervenute in tutta l'Emilia-Romagna, di cui 230 con i requisiti formali necessari per la valutazione di merito. Un dato che fotografa la vivacità del mondo sportivo regionale, ma anche la difficoltà crescente di accedere alle risorse pubbliche.

Una riflessione necessaria

L'esclusione totale delle società carpigiane solleva interrogativi legittimi. Da un lato c'è la qualità dei progetti presentati, dall'altro la capacità di navigare in un sistema di valutazione sempre più complesso e competitivo. La legge regionale 8/2017 che disciplina questi contributi punta sulla promozione dell'attività motoria e sportiva, ma i risultati per Carpi dimostrano che tra gli obiettivi nobili e la loro realizzazione pratica c'è ancora strada da fare. Le nostre società sportive, che ogni giorno animano campi e palestre della città, meritano di più. Non solo sostegno economico, ma anche una riflessione condivisa su come migliorare la capacità progettuale e la competitività nei bandi regionali. Perché lo sport carpigiano ha storia, tradizione e soprattutto futuro da scrivere.
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