A
Carpi si sa, le cose si fanno con giudizio. Ma stavolta il giudizio ha dovuto fare i conti con la realtà: da lunedì 19 gennaio, i ferri chirurgici dei nostri ospedali
Ramazzini e
Santa Maria Bianca faranno la spola verso
Modena. Un trasloco temporaneo che, come spiegano dall'
Azienda USL, non è certo una scelta di piacere.
La verità dietro il trasloco
Il problema, va detto senza giri di parole, è sempre quello:
manca il personale. La
Centrale di sterilizzazione di Carpi, che fino a ieri lavorava per entrambi gli ospedali del territorio, si trova con organici ridotti all'osso. Le assenze impreviste, complice anche il
picco influenzale di questi giorni, hanno fatto traboccare il vaso. Come se non bastasse, il personale neo-assunto ha ancora bisogno di
formazione specifica - e giustamente, perché quando si parla di sterilizzazione non si scherza. Nel frattempo, i ferri chirurgici non possono certo aspettare in fila come i cittadini alle Poste.
Tre mesi di pazienza
La soluzione individuata dalle
Direzioni aziendali prevede uno spostamento di
tre mesi - "indicativi", precisano, con quella prudenza che caratterizza i comunicati ufficiali. Parte dell'attività migrerà temporaneamente presso il
Policlinico di Modena, mentre alcune operazioni rimarranno a Carpi. La buona notizia è che
i pazienti in attesa di intervento non subiranno ritardi. La cattiva è che questa situazione fotografa alla perfezione le difficoltà del nostro sistema sanitario locale: personale qualificato che manca, strutture che arrancano, soluzioni-tampone che diventano la norma.
Il sogno della rete provinciale
Nel frattempo, i dirigenti sanitari sognano in grande: un
sistema di sterilizzazione provinciale che coinvolga tutte e tre le aziende modenesi -
AUSL,
Policlinico e
Ospedale di Sassuolo. L'obiettivo è creare una rete "avanzata, efficiente e qualitativamente omogenea", come si legge nella nota ufficiale. Tradotto dal burocratese: si spera di mettere insieme le forze per evitare che ogni ospedale debba reinventare la ruota. Un'idea sensata, se non fosse che nel frattempo i problemi quotidiani restano tutti sul tavolo.
La lezione carpigiana
Il
modello sperimentale avviato a fine novembre 2025, che aveva concentrato le attività di sterilizzazione di
Carpi e
Mirandola in un'unica sede, era partito con le migliori intenzioni. Ma la realtà, come spesso accade, si è rivelata più complessa delle previsioni. Le difficoltà nel reperire
personale qualificato - problema che affligge tutto il settore sanitario - hanno reso necessario questo "piano B" che porta i nostri ferri chirurgici a fare il pendolare verso Modena. Una situazione che, pur nella sua temporaneità, racconta molto dello stato della sanità locale. Tra
formazione necessaria,
assenze impreviste e
carenza di personale, gli ospedali del territorio si trovano a navigare a vista, affidandosi alla collaborazione reciproca per garantire servizi essenziali. L'auspicio è che questi tre mesi servano davvero a rimettere in sesto la situazione. Perché a Carpi, si sa, le cose fatte bene si fanno a casa propria.