La terra torna a tremare a Carpi


La terra torna a tremare a Carpi
Domenica mattina, alle 10.57, i cittadini di Carpi e della Bassa modenese hanno sentito la terra muoversi sotto i piedi. Niente di grave, per fortuna: una scossa di magnitudo 2.7 con epicentro a Campagnola Emilia, nella provincia di Reggio, ma avvertita distintamente anche nella nostra città.

Il sisma nel dettaglio

I tecnici dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno localizzato l'epicentro a una profondità di 8 chilometri, con coordinate precise: latitudine 44.8328 e longitudine 10.7608. Una profondità relativamente contenuta che spiega perché, nonostante la bassa magnitudo, molti l'abbiano percepita chiaramente. La Sala Sismica di Roma dell'INGV ha confermato i dati: un evento di routine dal punto di vista sismologico, ma che ha fatto sobbalzare più di qualcuno la domenica mattina.

Le reazioni dei carpigiani

I social dei gruppi cittadini si sono subito animati. Segnalazioni sono arrivate anche da Novi, Soliera e altri comuni della Bassa.

Il ricordo del 2012

Un passato che non si dimentica

Impossibile, per chi c'era, non pensare al maggio 2012. Quattordici anni fa, la nostra terra fu scossa da un sisma ben diverso: magnitudo 5.9 il 20 maggio, seguita da altre scosse devastanti il 29 maggio con epicenti tra Finale Emilia, Mirandola e San Felice sul Panaro. Il terremoto dell'Emilia provocò 27 vittime, migliaia di sfollati e danni per miliardi di euro. Intere zone industriali della Bassa furono rase al suolo, campanili secolari crollarono, famiglie persero tutto. Carpi stessa subì danni significativi al patrimonio storico e agli edifici pubblici.

Una lezione di resilienza

La scossa di domenica, per quanto lieve, ha risvegliato quella memoria collettiva che ci ha insegnato quanto sia importante la prevenzione sismica. Dal 2012, molto è stato fatto: edifici ristrutturati secondo criteri antisismici, piani di emergenza aggiornati, una maggiore consapevolezza dei rischi. Campagnola Emilia, del resto, si trova in una zona sismicamente attiva, parte di quel complesso sistema tettonico della Pianura Padana che di tanto in tanto si fa sentire. La scossa di domenica rientra nella normale attività sismica dell'area, monitorata costantemente dalla rete nazionale dell'INGV.

Una domenica da ricordare (ma non troppo)

In fondo, eventi come quello di domenica ci ricordano che viviamo su una terra viva, che si muove e respira. L'importante è essere preparati, cosa che la nostra comunità ha imparato a fare nel modo migliore: con prudenza, ma senza allarmismi. E poi, come ha scritto con filosofia un carpigiano sui social: "Almeno domenica mattina qualcuno ci ha svegliati in tempo per la messa delle undici".
Visualizza le fonti dell'articolo


🏛️

Assistente Ombra

Online