Un weekend all'insegna della cultura e della scoperta attende i modenesi e non solo il 21 e 22 marzo 2026, quando le Giornate FAI di Primavera spalancheranno le porte di uno dei gioielli più preziosi della città: la Biblioteca Estense Universitaria. Un'occasione imperdibile per immergersi in secoli di storia e ammirare capolavori che hanno attraversato i tempi, dalle sale del Palazzo dei Musei.
Un palazzo che racconta la storia
La sede che ospita questo tesoro culturale ha una storia affascinante quanto i libri che custodisce. Il Palazzo dei Musei nacque tra il 1764 e il 1771 per volere di Francesco III d'Este, su progetto dell'architetto Pietro Termanini. Inizialmente pensato come Albergo dei Poveri, l'edificio ha cambiato più volte destinazione: nel 1788 Ercole III d'Este lo trasformò in Albergo delle Arti, fino a quando nel 1881 il Comune di Modena ne acquisì una parte per farne la casa di tutti gli istituti culturali cittadini. Una trasformazione che racconta perfettamente lo spirito pragmatico estense: da ricovero per i bisognosi a tempio della cultura, passando per sede delle corporazioni artigiane. Un percorso che rispecchia l'evoluzione della città stessa.
Un patrimonio che attraversa i secoli
La collezione libraria degli Estensi affonda le radici nel XIV secolo con il marchese Niccolò III. Durante l'età umanistica e rinascimentale, il patrimonio si arricchì di manoscritti di inestimabile valore e di edizioni a stampa fondamentali. Nel 1598, quando la dinastia si trasferì da Ferrara a Modena, anche la biblioteca fece le valigie, continuando a crescere grazie all'opera di bibliotecari del calibro di Lodovico Antonio Muratori e Girolamo Tiraboschi. L'attuale Biblioteca Estense Universitaria, nata ufficialmente nel 1995 e dal 2015 parte delle Gallerie Estensi, rappresenta la sintesi perfetta tra tradizione e modernità. Le Sale Storiche conservano ancora le scaffalature originali realizzate nel 1750 da Pietro Termanini per la Ducale Libreria, un arredo d'epoca che da solo vale la visita.
I tesori da non perdere
Durante le giornate FAI sarà possibile ammirare alcuni dei pezzi più pregiati della collezione. Tra questi spicca la Bibbia di Borso d'Este, un manoscritto in due volumi su pergamena che conta 1.202 pagine miniate. Realizzata tra il 1455 e il 1461 da una squadra di miniatori guidata da Taddeo Crivelli e Franco dei Russi, la Bibbia rappresenta uno dei vertici dell'arte rinascimentale. Le sue pagine ospitano 1.450 animali reali accuratamente dipinti, oltre a una ricchissima decorazione vegetale che trasforma ogni pagina in un'opera d'arte. Non da meno il Breviario di Ercole I, altro gioiello della miniatura estense che testimonia il raffinato gusto della corte ferrarese.
Le mappe che raccontano il mondo
La biblioteca custodisce anche alcune delle mappe più importanti della storia della cartografia: la Carta del Cantino (1501-1502), il Planisfero Castiglioni (1525) e il Mappamondo Catalano (circa 1450-1460). Accanto a questi tesori cartografici, i globi terrestre e celeste realizzati da Willem Blaeu tra il 1628 e il 1638 offrono una prospettiva unica sulla visione del mondo di quei secoli.
Informazioni pratiche per la visita
Le visite si svolgeranno sabato 21 marzo dalle 10:00 alle 17:00 (ultimo ingresso ore 16:30) e domenica 22 marzo dalle 10:30 alle 17:00 (ultimo ingresso ore 16:30). I turni sono organizzati ogni 30 minuti con un massimo di 20 persone per gruppo. La Biblioteca Estense Universitaria si trova al secondo piano del Palazzo dei Musei di Modena. Come per tutte le Giornate FAI, la partecipazione avviene tramite donazione libera, con accesso prioritario per i possessori di tessera FAI. Un weekend che promette di essere una vera e propria macchina del tempo, dove ogni sala, ogni libro, ogni mappa racconta una storia che ha contribuito a formare la cultura europea. Un'occasione per riscoprire quanto sia ricco e stratificato il patrimonio che abbiamo a portata di mano, spesso senza nemmeno accorgercene.