Tre bimbe per iniziare l'anno con speranza


Tre bimbe per iniziare l'anno con speranza
Il 2026 è arrivato in provincia di Modena con tre vagiti al femminile e un dato che fa riflettere: 5.099 bambini nati nel 2025, di cui 987 proprio a Carpi. Un numero che fotografa una realtà demografica complessa, tra speranze e sfide per il futuro.

Le prime cittadine del nuovo anno

All'ospedale di Sassuolo, alle 2.47 del primo gennaio, Sofia ha aperto la strada al 2026. I suoi genitori, Chiara e Marco, hanno visto nascere la loro piccola appena due ore dopo l'ultimo nato del 2025, arrivato alle 22.19 della notte di San Silvestro. Al Policlinico di Modena, poco dopo, alle 3.46, è toccato a Ginevra De Michele. La bimba, figlia di Debora Vanna Punzo e Cristian De Michele - una famiglia di Correggio ora domiciliata a Campogalliano - ha preceduto di poco Samuele Martino, nato alle 4.13. Ma è nella nostra Carpi che si è scritta forse la storia più significativa. Alle 5.43, all'ospedale Ramazzini, è nata Camelia: 4.025 grammi di peso, genitori Kawtar Chafaoui e Nabil Lekrit, cittadinanza italiana e origini marocchine, residenti a Medolla. Una bambina che rappresenta perfettamente il volto multiculturale della nostra provincia.

I numeri che raccontano la nostra provincia

I dati ufficiali diffusi dalle tre aziende sanitarie - Ausl, Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena e Ospedale di Sassuolo - restituiscono un quadro preciso della natalità provinciale: 5.099 nascite nel 2025, suddivise tra i 2.939 nati al Policlinico di Modena, i 1.173 a Sassuolo e i nostri 987 carpigiani. Numeri che, messi in prospettiva, ci parlano di una tendenza preoccupante. I dati della Provincia di Modena per il 2024 indicavano infatti solo 4.803 nascite contro 7.531 decessi, con un saldo naturale negativo di quasi 2.800 unità. Il tasso di natalità si attestava a 6,8 nati ogni mille abitanti, superiore alla media nazionale ma comunque insufficiente per garantire il ricambio generazionale.

Il volto multiculturale delle nascite

Non è un caso che due delle tre prime nate del 2026 abbiano genitori di origine straniera. Le statistiche regionali confermano come il contributo delle famiglie immigrate sia fondamentale per sostenere la natalità in Emilia-Romagna. A Carpi, l'ultimo nato del 2025 era stato Osaid, 3.590 grammi, figlio di Chams-Edoha e Imad El Boujadi, cittadini marocchini residenti a Mirandola. E proprio una bimba di origini marocchine ha aperto il nuovo anno nella nostra città.

Un ospedale in evoluzione

L'ospedale Ramazzini di Carpi ha vissuto nel 2025 importanti cambiamenti nella sua direzione sanitaria. A ottobre, Paolo Venturini ha assunto la guida del reparto di Ostetricia e Ginecologia, portando con sé un'esperienza che si rivelerà cruciale per affrontare le sfide demografiche del territorio. Il confronto con i dati del Policlinico di Modena - che nel 2024 ha registrato 2.875 parti per un totale di 2.920 nati, confermandosi secondo punto nascita dell'Emilia-Romagna dopo Bologna - mostra come la nostra provincia mantenga un ruolo significativo nell'assistenza alla maternità.

Una sfida per il futuro

Dietro ogni nascita c'è una storia, una famiglia, una scommessa sul futuro. Camelia, Sofia e Ginevra rappresentano non solo tre nuove vite, ma anche la speranza che questa provincia sappia trovare la strada per invertire il trend demografico negativo. L'inverno demografico che attraversa l'Italia non risparmia la provincia di Modena, dove dal 2009 si sono perse migliaia di nascite. Eppure, ogni primo gennaio, in sale parto illuminate dalla luce delle lampade e dal sorriso dei genitori, si rinnova la promessa che il futuro esiste ancora. E chissà che le tre bambine nate nelle prime ore del 2026 non siano l'inizio di una nuova primavera demografica per la nostra terra.
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