Carpi ha dimostrato ancora una volta di saper celebrare con stile, trasformando il centro storico in un palcoscenico di emozioni per dire addio al 2025. L'iniziativa "Il Capodanno lo faccio a Carpi", voluta dall'amministrazione comunale, ha richiamato migliaia di persone che hanno scelto di festeggiare nella propria città anziché cercare divertimento altrove.
I numeri di una festa riuscita
La serata del 31 dicembre ha registrato una partecipazione straordinaria: oltre
5mila persone hanno animato il centro cittadino, confermando la voglia dei carpigiani di vivere gli spazi urbani come luoghi di comunità.
Palazzo dei Pio si è confermato una delle attrazioni principali con
203 visitatori che hanno scelto le visite guidate e altri
708 che hanno preferito esplorare liberamente le sale del museo. Al
Castello circa
mille persone hanno approfittato dell'originale iniziativa dei selfie ricordo, stampati e incorniciati sul momento - un tocco di modernità che ha saputo coniugare tradizione e innovazione.
Il cuore pulsante della festa
Piazza dei Martiri ha fatto da scenario principale ai festeggiamenti, accogliendo circa
4mila persone che hanno ballato e cantato al ritmo della musica dal vivo. Un'atmosfera che molti hanno definito "di quelle che scaldano il cuore", mentre il
Teatro Comunale ha registrato il tutto esaurito con
550 spettatori per uno spettacolo ispirato ai Blues Brothers che ha chiuso l'anno in bellezza.
Le parole del sindaco
Riccardo Righi, primo cittadino di Carpi, non ha nascosto la soddisfazione per la riuscita dell'evento: «Carpi piena, viva, illuminata dalle persone prima ancora che dalle luci. Palazzo dei Pio vissuto come una casa comune. Il Teatro Comunale e i cinema pieni di emozioni. La nostra piazza ricca di sorrisi, abbracci, attese e nuovi inizi». Il sindaco ha voluto ringraziare chi ha lavorato dietro le quinte e tutti coloro che hanno scelto di esserci, sottolineando il valore sociale e culturale dell'iniziativa.
L'ombra dei botti illegali
Non tutto però è filato liscio come l'olio.
Righi ha espresso dispiacere per alcuni episodi di inciviltà: «Dispiace che, nonostante i divieti, qualche botto si sia comunque sentito: sono state fatte alcune sanzioni durante la serata, ma è un tema su cui c'è ancora da lavorare, anche sul piano culturale, e che richiede la responsabilità di ciascuno». Un richiamo alla responsabilità individuale che suona come un invito a riflettere su quanto sia importante il rispetto delle regole per vivere insieme una festa che deve rimanere tale per tutti, compresi i nostri amici a quattro zampe e chi soffre di disturbi legati ai rumori forti.
Una città che guarda al futuro
Il successo di questa iniziativa conferma la capacità di Carpi di proporre eventi che valorizzano il patrimonio culturale e favoriscono la socialità. Dal Museo al Castello, dal Teatro alla piazza, ogni angolo della città è stato vissuto come spazio di incontro e condivisione. In un'epoca che spesso divide, la risposta dei carpigiani è stata forte e chiara: c'è ancora voglia di comunità, di stare insieme, di celebrare nella propria città. Il 2026 si apre così sotto il segno della partecipazione e della bellezza, con Carpi che si conferma città viva, accogliente e protagonista del proprio destino. Una lezione che va oltre i numeri della serata: quando una comunità sa offrire alternative valide e coinvolgenti, i cittadini rispondono presente. E questo, forse, è il vero successo di un Capodanno che ha saputo unire tradizione e innovazione, cultura e divertimento, in un abbraccio collettivo che sa di casa.