Cosa succederebbe se qualcuno avesse fotografato con una Polaroid il momento della Creazione? O se avesse immortalato Abramo mentre si appresta a sacrificare Isacco? È il provocatorio interrogativo che attraversa la mostra "Seeing is Believing. Vedere per Credere", la prima personale italiana dell'artista belga Mishka Henner, che apre venerdì 6 marzo a Palazzo Santa Margherita a Modena.
Una Bibbia fotografata dall'intelligenza artificiale
L'artista ha utilizzato l'intelligenza artificiale per creare immagini come se fossero state scattate da testimoni dell'epoca: dalla tentazione del serpente nell'Eden all'Ultima Cena, passando per la moglie di Lot trasformata in statua di sale e l'abbandono della Torre di Babele. Il risultato sono fotografie che sembrano istantanee d'epoca, ma che in realtà nascono da algoritmi e sequenze di parole. Henner ha applicato lo stesso approccio ai ritratti di santi: San Pietro, San Francesco e altri appaiono come figure umane riconoscibili, liberate dai codici iconografici tradizionali del XIII e XIV secolo - niente più spazi appiattiti, fondi oro o attributi simbolici.
La visita guidata con l'artista
Sabato 7 marzo alle 11, Mishka Henner condurrà personalmente una visita guidata insieme alla curatrice Chiara Dall'Olio. L'appuntamento offre l'occasione unica di dialogare direttamente con l'autore di questo esperimento visivo che interroga la natura stessa della fotografia contemporanea.
La provocazione del "vedere per credere"
La mostra, promossa da Fondazione Ago Modena, affronta una questione cruciale: cos'è oggi la fotografia? Se un tempo lo scatto richiedeva necessariamente la presenza fisica del fotografo e della macchina fotografica, oggi un'immagine può nascere semplicemente da una sequenza di parole inserite in un programma di intelligenza artificiale.
L'immersione nella luce digitale
Il percorso espositivo si conclude con una sezione contemplativa dedicata alla luce, "forma di energia indispensabile creatrice delle immagini". Qui scorrono oltre 16 milioni di sfumature che propongono l'intera gamma dei colori digitali, un'esperienza immersiva che riflette sui meccanismi di creazione dell'immagine nell'era digitale.
Informazioni pratiche per i visitatori
La mostra rimane aperta fino al 3 maggio con i seguenti orari: dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato, domenica e festivi a orario continuato dalle 11 alle 19. Il biglietto costa 10 euro (ridotto 5 euro), con tariffe agevolate per i residenti in provincia di Modena (7 euro). Ingresso gratuito la prima domenica del mese per tutti e ogni mercoledì per i residenti, secondo la tradizione di Fondazione Ago.
Visite guidate programmate
Dal 14 marzo saranno attivate visite guidate ogni sabato alle 16, su prenotazione tramite il sito agomodena.it, senza costi aggiuntivi rispetto al biglietto di ingresso. La mostra rappresenta un'occasione imperdibile per riflettere su come la tecnologia stia ridefinendo i confini tra realtà e rappresentazione, tra fede e visione, in un'epoca in cui - come suggerisce il titolo - "vedere" non sempre significa necessariamente "credere".