Una visita che svela il disastro
Una delegazione di
Fratelli d'Italia si è recata ieri nei pressi del cantiere di via Roosevelt, e quello che hanno trovato non è stato per niente rassicurante.
Annalisa Arletti, capogruppo di FdI in Consiglio comunale e consigliere regionale, insieme a
Federica Carletti, presidente cittadino del partito, e
Federica Boccaletti, consigliere comunale, hanno fatto un sopralluogo che ha confermato tutti i loro peggiori sospetti.
I numeri che non tornano
Il quadro emerso è preoccupante: il cantiere è ancora "in alto mare", come lo definiscono i consiglieri, mentre i ritardi accumulati mettono a serio rischio il rispetto delle tempistiche previste dal
finanziamento del Ministero della Transizione Ecologica. Ma non è solo una questione di tempi: il costo del cantiere a carico del Comune è lievitato da
45mila euro iniziali a oltre 145mila euro, mentre paradossalmente il progetto è stato ridimensionato. «Quello che abbiamo visto è l'ennesima dimostrazione di una gestione approssimativa e inefficace dei lavori pubblici», dichiara senza mezzi termini
Annalisa Arletti. E aggiunge: «Il rischio di perdere i fondi ministeriali è tutt'altro che remoto. Sarebbe un danno gravissimo per la città, che pagherebbe due volte: con i disagi quotidiani e con la perdita di risorse pubbliche».
I commercianti nel mirino
Federica Carletti non usa giri di parole: «Via Roosevelt oggi è una strada malridotta, segnata da un cantiere che non sembra avere una fine certa. Parliamo di un'opera che, così come è stata concepita e realizzata, è inutile oltre che dannosa». I commercianti della zona stanno subendo notevoli danni economici, e nonostante una proposta di FdI per istituire dei ristori, l'amministrazione ha negato qualsiasi forma di sostegno.
Due cespugli contro il global warming
Il paradosso più amaro lo evidenzia
Federica Boccaletti: «Il tutto per un cantiere peggiorativo che dovrebbe, solo in teoria, diminuire con "due cespugli" la temperatura in estate e quindi contribuire a risolvere il problema del riscaldamento atmosferico, mentre la carreggiata verrà ridotta notevolmente». È questa la sintesi perfetta di un'opera che sembra pensata più per giustificare l'accesso ai finanziamenti ministeriali che per risolvere reali problemi della città. Un cantiere che trasforma una strada in un percorso a ostacoli, danneggia il commercio locale e rischia di far perdere al Comune risorse preziose.
Il prezzo del dilettantismo
La gestione di via Roosevelt è diventata il simbolo di come non dovrebbero essere condotte le opere pubbliche. Ritardi, costi lievitati, progetto ridimensionato e fonti di finanziamento a rischio: un cocktail micidiale che i carpigiani stanno pagando sulla loro pelle, tra disagi quotidiani e spreco di denaro pubblico. Mentre l'amministrazione continua a parlare di sostenibilità ambientale, i cittadini si trovano con una strada impraticabile e commercianti costretti a chiudere i battenti. Forse varrebbe la pena chiedersi se non sia il caso di ripensare completamente l'approccio ai lavori pubblici, prima che altri cantieri si trasformino in calvari infiniti.