Una fedeltà artistica che scalda il cuore
C'è qualcosa di commovente nella fedeltà. E quando il tenore Walter Fraccaro e il baritono Giuseppe Altomare promettono di cantare solo per il Circolo Lirico "G. Verdi" di Carpi dopo il pensionamento, beh, quella è poesia pura. Una di quelle storie che ti riconciliano con l'umanità, in un'epoca dove tutto è mercato e niente è più per sempre. Gianni Perin, presidente dell'associazione, non nasconde la commozione quando racconta di questi artisti che hanno scelto la loro casa musicale come unico palco per la terza età artistica. "Sono tutti grandi artisti", dice con quella semplicità che nasconde decenni di passione organizzativa, "ma quando hanno concluso l'attività artistica, ci hanno comunicato che sarebbero venuti a cantare solo da noi e da nessun altro. E così è stato."
Il concerto che sa di casa
Domenica 29 marzo alle 16, la Sala Polivalente del Circolo Sociale "Cibeno Pile" in via Lago d'Orta 6 si trasformerà in un piccolo teatro d'opera. "È arrivata la primavera" non è solo il titolo del concerto, ma una promessa di rinascita che attraversa le stagioni dell'anima. Il cast è quello delle grandi occasioni: il soprano Marta Leung, il mezzo soprano Gabriella Aleo, il già citato Walter Fraccaro, Giuseppe Altomare e il basso Luca Gallo, tutti accompagnati al pianoforte dal Maestro Roberto Rossetto. Nomi che hanno calcato palcoscenici importanti - Fraccaro e Altomare li troviamo nella programmazione del Teatro La Fenice di Venezia - e che ora scelgono di regalare la loro arte alla città che li ha adottati.
Dalla Scala alla sala parrocchiale
Il programma è un viaggio attraverso i sentimenti, dalle grandi passioni operistiche di "Cavalleria Rusticana", "Otello", "Carmen" e "Turandot" alla dolcezza nostalgica della musica leggera. "Granada" di Agustín Lara, "Vieni!" di Luigi Denza, "Sogno" di Francesco Paolo Tosti: brani che sanno parlare a tutti, non solo agli appassionati del belcanto. È questa la vera forza del Circolo Verdi carpigiano: riuscire a democratizzare la bellezza senza svilirla. In un pomeriggio domenicale, tra le mura accoglienti di Cibeno Pile, l'opera scende dal piedistallo e si fa prossima, familiare, necessaria.
Un fenomeno che resiste
In tempi dove la cultura viene spesso considerata un lusso superfluo, il Circolo Lirico "G. Verdi" rappresenta un piccolo miracolo di resistenza. Non è solo questione di repertorio o di voci - è questione di comunità. È quel filo invisibile che lega artisti e pubblico in un patto di mutuo riconoscimento, dove la bellezza diventa collettiva. La formula è semplice: grandi interpreti, programmazione intelligente, prezzi popolari. Il risultato è una stagione che continua a richiamare fedeli da tutta la provincia, confermando che la fame di bellezza, quando è nutrita con rispetto e competenza, non conosce crisi. Domenica prossima, mentre fuori sbocceranno i primi fiori, dentro la sala risuoneranno le note che da sempre accompagnano le primavere del cuore umano. Perché la musica, alla fine, è l'unica stagione che non passa mai.