L'arte del quotidiano sul palco modenese
Il Teatro dei Segni di Modena si prepara ad accogliere una delle proposte più intense della stagione teatrale. Venerdì 20 e sabato 21 marzo, alle ore 20.00, andrà in scena "Non una grande storia", l'ultimo lavoro del Teatro dei Venti che promette di far riflettere il pubblico su temi universali attraverso la lente della migrazione contemporanea. Non si tratta del solito spettacolo che urla per farsi sentire. Stefano Tè e Vittorio Continelli hanno scelto la strada più difficile: raccontare l'ordinario per renderlo straordinario. Ed è proprio in questa scelta coraggiosa che risiede la forza dello spettacolo.
Il protagonista che siamo tutti noi
Omar non è un eroe, non è un principe di Danimarca. È uno di noi, anzi: è tutti noi. Vive in periferia con la sua famiglia, ha un vissuto migratorio alle spalle e si confronta quotidianamente con le piccole e grandi sfide della vita moderna. Il genio drammaturgico sta nel mostrare come un evento traumatico possa sconvolgere un'esistenza apparentemente normale, mettendo a nudo fragilità e contraddizioni che appartengono a chiunque. Lo spettacolo costruisce una narrazione fatta di piccoli eventi quotidiani, quelli che spesso consideriamo insignificanti ma che in realtà definiscono la nostra umanità. Sul palco sentiamo solo la voce di Omar, mentre moglie, figli, polizia e medici rimangono invisibili, costringendo lo spettatore a riempire gli spazi vuoti con la propria immaginazione.
Una riflessione sui nostri tempi
"Ci interroghiamo su cosa significhi davvero essere parte di una comunità e, allo stesso tempo, perdersi in essa", dichiara il regista Stefano Tè. Una riflessione che arriva in un momento storico in cui il senso di appartenenza è sempre più frammentato e il concetto di radici deve essere continuamente ridefinito. Vittorio Continelli, attore e co-autore, va dritto al punto: "Omar manca in una cosa: non riesce ad assumersi pienamente la responsabilità della sua vita". Una mancanza che, come sottolinea l'attore, "capita a tanti" e che trasforma questa storia particolare in una vicenda universale.
Teatro che parla alla comunità
Il Teatro dei Venti dimostra ancora una volta la sua capacità di coniugare ricerca artistica e impegno sociale. In un'epoca in cui gli spazi di libertà individuali sembrano restringersi sempre di più, lo spettacolo offre uno spaccato degli ultimi trent'anni attraverso gli occhi di chi ha dovuto ricostruire la propria identità in un contesto nuovo. Per una città come Modena, che ha sempre saputo accogliere e integrare, questo spettacolo rappresenta un'occasione preziosa per riflettere sui meccanismi dell'inclusione e dell'esclusione sociale.
Informazioni pratiche
Dove: Teatro dei Segni, Modena Quando: Venerdì 20 e sabato 21 marzo 2026, ore 20.00 Biglietti: 12 € intero, 8 € ridotto (corsisti Teatro dei Venti, Abitanti Utopici, Tessere ARCI) Prenotazioni: biglietteria@trasparenzefestival.it Due serate per confrontarsi con le contraddizioni del nostro tempo, attraverso la storia di un uomo che potrebbe essere il nostro vicino di casa. Perché a volte sono proprio le storie "non grandi" a raccontare le verità più profonde.