Il sindaco Riccardo Righi ha lanciato un allarme che riguarda direttamente le famiglie carpigiane con persone disabili: il Governo ha comunicato la riduzione delle risorse PNRR già destinate ai progetti per l'autonomia delle persone con disabilità. Una decisione che mette a rischio interventi concreti già avviati sul territorio.
Il taglio: 700mila euro a rischio
La cifra in gioco non è simbolica: 700mila euro destinati alle Terre d'Argine per progetti che hanno già dato risultati tangibili a Carpi. Si tratta di fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza specificamente dedicati a sostenere l'autonomia delle persone con disabilità, progetti che erano stati non solo approvati ma già messi in pratica. Come ha sottolineato il primo cittadino sui social: "Parliamo di interventi già avviati, concreti, che a Carpi hanno prodotto risultati reali". Il riferimento è ai programmi di supporto all'autonomia abitativa e sociale per persone con disabilità, un settore dove il territorio carpigiano ha investito risorse e competenze negli ultimi anni.
L'impatto sui cittadini carpigiani
La decisione del Governo non è solo una questione di numeri, ma colpisce direttamente le persone più fragili della comunità. I progetti a rischio includono servizi di supporto all'autonomia abitativa, percorsi di inserimento lavorativo e programmi di vita indipendente che hanno permesso a molte persone con disabilità del territorio di conquistare spazi di autonomia prima impensabili. Righi ha evidenziato come "mettere in discussione questi finanziamenti significa colpire direttamente le persone più fragili e il lavoro fatto dai Comuni". Una preoccupazione che si riflette anche sulla programmazione futura dei servizi sociali dell'Unione Terre d'Argine.
La protesta del sindaco
Il sindaco di Carpi non ha usato mezzi termini nel criticare la modalità con cui è stata presa questa decisione: "Non è accettabile che decisioni di questo tipo arrivino senza confronto e basandosi su dati non aggiornati a livello nazionale". La mancanza di dialogo con gli enti locali crea infatti una doppia penalizzazione: non solo si riducono le risorse, ma si espongono i Comuni a "rischi economici rilevanti". La posizione di Righi è netta: "Non si possono far quadrare i conti dello Stato tagliando sul welfare. Non si può farlo a discapito di chi ha più bisogno e dei territori che stanno lavorando seriamente".
La richiesta di chiarezza
Il Comune di Carpi, insieme all'Unione Terre d'Argine, ha già avviato le procedure per ottenere chiarimenti dal Governo e chiede "il ripristino delle risorse". Una battaglia che va oltre i confini locali e che coinvolge tutti gli enti che avevano programmato interventi con i fondi PNRR dedicati al welfare. La vicenda rappresenta un banco di prova per verificare se le promesse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza possano essere mantenute, soprattutto quando riguardano i servizi essenziali per le persone con maggiori fragilità del territorio.