La
Zona autotrasportatori di Carpi è diventata un campo di battaglia tra le necessità della logistica e la vivibilità dell'area. Le aziende insediate nella zona hanno alzato la voce attraverso una serie di comunicazioni ufficiali inviate al sindaco, denunciando una situazione ormai al collasso.
Il grido d'allarme delle aziende
Franco Mestieri, portavoce di
Samasped e delle imprese dell'area, ha formalizzato attraverso pec al primo cittadino un quadro drammatico: strade ridotte a "colabrodi" per il passaggio incessante di autotreni, rimorchi abbandonati per giorni lungo le vie interne in assenza di alternative di parcheggio, cordoli e aiuole sistematicamente danneggiati. Ma il problema non è solo strutturale: la mancanza di servizi per i conducenti contribuisce al degrado generale dell'area, con evidenti ricadute sull'igiene e la vivibilità della zona.
La risposta del sindaco Righi
Il sindaco
Riccardo Righi non ha tardato a reagire, definendo la situazione "insostenibile". La sua strategia si articola su due fronti: una lettera di richiamo diretta a
UPS, la società di logistica considerata il principale responsabile del caos nella movimentazione dei mezzi pesanti, e il rafforzamento dei controlli sul territorio.
Controlli intensificati della Polizia Locale
Per dare concretezza alle parole,
Righi ha disposto che una pattuglia della Polizia Locale presidii con continuità l'area, pronta a sanzionare qualsiasi abuso o violazione delle norme di circolazione e sosta.
L'opposizione all'attacco
La consigliera di
Fratelli d'Italia Annalisa Arletti ha colto l'occasione per attaccare l'amministrazione comunale, puntando il dito contro quella che definisce "inerzia e ritardi" nella gestione dei problemi sollevati dalle imprese della zona.
Le prospettive per i cittadini
La vicenda della Zona autotrasportatori tocca direttamente la qualità della vita dei carpigiani che vivono e lavorano nell'area. La promessa di controlli più serrati e l'intervento diretto presso UPS potrebbero rappresentare un primo passo verso la normalizzazione, ma resta da vedere se le misure annunciate saranno sufficienti a risolvere una situazione che appare strutturalmente compromessa. La partita si gioca ora sulla capacità dell'amministrazione di far rispettare regole più stringenti e sulla disponibilità delle grandi aziende della logistica a collaborare per trovare soluzioni sostenibili.