Il clima presenta il conto: Alfonso Cornia porta i numeri a Limidi

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Il clima presenta il conto: Alfonso Cornia porta i numeri a Limidi

Il caldo si può discutere al bar, magari davanti a un bicchiere fresco, ma per capire davvero dove stia andando il clima servono dati, competenza e la pazienza di distinguere una tendenza scientifica da un’impressione stagionale. È quanto proverà a fare il carpigiano Alfonso Cornia, docente di matematica e fisica e divulgatore, nella conferenza “I cambiamenti climatici: dove stiamo andando?”.

L’appuntamento è per venerdì 2 ottobre alle 21, nella sala al primo piano del Centro Polivalente di Limidi, in via Papotti 18. L’ingresso è gratuito e non occorre prenotare. A studenti e docenti che ne faranno richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Dal caldo sulla pelle agli effetti sull’economia

Gli organizzatori partono da un’esperienza molto concreta: il caldo anomalo avvertito durante l’estate e la sofferenza osservata in fiori e alberi. Ma il clima non riguarda soltanto il termometro sul balcone. Investe salute, agricoltura, disponibilità d’acqua, sicurezza del territorio ed economia, cioè questioni che toccano direttamente anche Carpi e la pianura modenese.

Cornia proporrà un viaggio tra i cambiamenti registrati nel mondo, nelle diverse regioni italiane e nelle aree più delicate dell’ecosistema. Non sarà dunque una serata dedicata alle previsioni del tempo, che già sbagliano abbastanza da sole senza attribuire loro anche responsabilità planetarie, ma un’occasione per comprendere fenomeni di lungo periodo e conseguenze spesso sottovalutate.

I dati non chiedono di essere creduti, chiedono di essere letti

Il quadro scientifico aiuta a tenere la discussione lontana tanto dal catastrofismo quanto dalla comoda negazione. Arpae Emilia-Romagna ricorda che tra il 1880 e il 2020 la temperatura media globale è aumentata di circa un grado. Questo mutamento incide sulle precipitazioni e contribuisce ad accrescere frequenza e intensità di diversi eventi estremi, con effetti che possono propagarsi agli ecosistemi e alle attività umane.

La stessa Arpae invita però alla precisione: non ogni allagamento, siccità o dissesto può essere spiegato soltanto con il clima. Contano anche impermeabilizzazione del suolo, urbanizzazione e manutenzione del territorio. È una distinzione importante, perché impedisce alle istituzioni di usare il cambiamento climatico come un gigantesco alibi meteorologico. La responsabilità individuale serve, ma senza pianificazione pubblica, tutela del suolo e infrastrutture adeguate resta una buona intenzione con poche gambe.

Una tradizione di divulgazione scientifica

Per Alfonso Cornia non è la prima esperienza divulgativa a Limidi. Già nel 2017 aveva portato al Centro Polivalente una conferenza spettacolo dedicata ad astronomia e cosmologia, nata nell’ambito di CarpinScienza e costruita intrecciando scienza, musica e pagine di Italo Calvino. Nel 2022 era inoltre tornato sul tema del clima con un incontro dedicato al rapporto tra uomini e natura.

Il precedente racconta una qualità non secondaria: la capacità di rendere accessibili argomenti complessi senza impoverirli. In tempi nei quali una fotografia sui social pretende talvolta di smentire decenni di ricerca, è già un servizio pubblico riportare il confronto dentro una sala e affidarlo agli strumenti della conoscenza.

Il programma autunnale prosegue con fotografia e musica

La conferenza apre il programma autunno-inverno 2026 predisposto dal Centro Polivalente di Limidi con il contributo della Fondazione Campori di Soliera. Il calendario proseguirà il 11 ottobre alle 16 con “Trame di viaggio: dove la fotografia e la musica incontrano l’avventura”.

A presentare l’incontro sarà Antonio Barretta, appassionato di fotografia da oltre quarant’anni e autore di immagini dedicate soprattutto alle persone incontrate durante i suoi viaggi. Ha visitato più di venti Paesi, cercando il confronto con culture diverse e luoghi lontani dai percorsi più battuti. Dopo avere osservato il pianeta attraverso i numeri, Limidi potrà così guardarlo attraverso volti e immagini: due linguaggi differenti, entrambi utili per ricordarci che il mondo non finisce alla rotonda più vicina.

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